Rogoredo, l’agente Cinturrino resta in carcere. La decisione del gip dopo l’interrogatorio: «Rischio che possa uccidere ancora e inquinare le prove»

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Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, resta in cella. Lo ha deciso il gip di Milano, Domenico Santoro, che pur non convalidando il fermo per mancanza del pericolo di fuga, ha disposto la custodia cautelare in carcere. Secondo il gip, infatti, c’è il rischio concreto che possa uccidere di nuovo e inquinare le prove, come tentare di convincere i suoi colleghi a rendere una versione in linea con la sua.La messinscena della pistola fintaSecondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver esploso il colpo mortale, Cinturrino avrebbe atteso 23 minuti prima di chiamare i soccorsi. Un tempo che, per l’accusa, da un lato avrebbe consentito al Mansouri di essere aiutati, dall’altro sarebbe servito a montare una vera e propria messinscena: l’agente avrebbe posizionato accanto al cadavere della vittima una pistola giocattolo, una replica di una Beretta, per sostenere la tesi della legittima difesa. Determinanti nel crollo del castello difensivo sono state le testimonianze dei colleghi che si trovavano con lui nel boschetto. Se in un primo momento avevano confermato la versione dell’assistente capo, una volta riconvocati come indagati lo scorso 19 febbraio hanno «corretto il tiro», fornendo dettagli che confermano il sospetto della manipolazione della scena del crimine.«Metodi intimidatori» e nessun pentimentoNell’ordinanza, il giudice Santoro usa parole durissime verso l’indagato, sottolineando l’assenza di uno «spirito collaborativo» durante l’interrogatorio. Cinturrino avrebbe infatti ammesso solo «aspetti che risultavano» già evidenti dalle indagini, come l’aver «alterato la scena del delitto» posizionando l’arma finta. Al contrario, il gip ritiene «non credibili» le dichiarazioni sul colpo esploso, che l’agente sostiene essere partito con intento solo «intimidatorio» perché spaventato. Il rischio, secondo il tribunale, è che Cinturrino possa reiterare il reato o continuare a inquinare le prove, tentando ad esempio di spingere i colleghi a fornire versioni di comodo. Il gip scrive inoltre che i «metodi intimidatori» utilizzati dall’agente durante le operazioni trovano «conferma» nelle testimonianze raccolte, smentendo la difesa del poliziotto.L'articolo Rogoredo, l’agente Cinturrino resta in carcere. La decisione del gip dopo l’interrogatorio: «Rischio che possa uccidere ancora e inquinare le prove» proviene da Open.