Diverse condivisioni Facebook riportano che nel sale da cucina si troverebbero quantità di additivi E535 o E536 che nel lungo periodo si depositerebbero nell’organismo. Costituirebbero dunque un pericolo nel lungo termine per la salute. Si suppone che per qualche ragione tale problema non sarebbe previsto dagli esperti a cui fanno affidamento i legislatori nello stabilire le dosi minime. Vediamo perché la narrazione è priva di logica, oltre a non essere supportata da prove.Per chi ha fretta:Non esistono evidenze di un pericolo per la salute degli additivi presenti nel sale da cucina, entro i limiti previsti dalle normative europee.AnalisiLe condivisioni presentano la seguente didascalia:Fermatevi un attimo prima di salare l’acqua della pasta o condire l’insalata. Avete mai controllato le sigle scritte in piccolo sull’etichetta del vostro sale? Se leggete E535 o E536, state letteralmente mangiando additivi chimici derivati dal cianuro, usati solo per impedire al sale di fare grumi nei magazzini. È assurdo pensare che un alimento usato da millenni sia stato trasformato in un concentrato di sodio puro, privo dei minerali essenziali che proteggono il cuore. La differenza tra il veleno bianco e il vero sale curativo è enorme e saperla riconoscere può salvarvi la salute. Scoprite subito come distinguere il sale vero da quello falso nella nostra inchiesta completa qui sotto.Gli additivi presenti nel sale da cucina sono sicuriLa fonte è un articolo del sito Web newshub360s. Il paragrafo su cui si basa la narrazione in oggetto è il seguente:L’Arsenale Chimico nel Piatto: E535 e E536Se la sottrazione di nutrienti non fosse abbastanza, l’industria aggiunge anche qualcosa: gli antiagglomeranti. Per evitare che il sale formi grumi a causa dell’umidità (un processo assolutamente naturale), vengono aggiunti additivi di sintesi come il ferrocyanuro di sodio (E535) e il ferrocyanuro di potassio (E536).Sebbene approvati entro i limiti di legge, parliamo di composti che contengono legami chimici con il cianuro. La comunità scientifica dibatte da anni sulla sicurezza di un’esposizione cumulativa a lungo termine. Nessuno ha mai testato cosa accade al corpo umano assumendo microdosi di ferrocianuri ogni giorno, più volte al giorno, per cinquant’anni.Questi additivi non servono al consumatore. Un sale naturale che si agglomera può essere facilmente sbriciolato con le dita. Gli antiagglomeranti servono solo alla logistica industriale: permettono al sale di scorrere veloce nei macchinari di confezionamento e di rimanere fluido sugli scaffali per mesi o anni. Stiamo ingerendo chimica inutile solo per facilitare lo stoccaggio nei magazzini delle multinazionali.Il punto è che se esistono limiti di legge (come conferma la stessa narrazione), significa che attenendosi a essi, il consumo giornaliero non costituisce un pericolo per il consumatore. Secondo quanto è emerso in un report del 2018 dell’EFSA Panel on Food Additives and Nutrient Sources added to Food (ANS), «l’assorbimento di ferrocianuri dal tratto gastrointestinale è risultato basso e non vi è accumulo nell’uomo», inoltre «i ferrocianuri presentano una bassa tossicità acuta e non sono mutageni né cancerogeni». I ricercatori concludono dunque «che i ferrocianuri (E 535–538) non destano preoccupazione per la sicurezza negli attuali usi e livelli di utilizzo autorizzati».Segnaliamo per maggiori chiarimenti il reel del dottor Simone Gabrielli, nutrizionista e divulgatore.ConclusioniNelle dosi stabilite dalle leggi europee, la presenza degli additivi in oggetto non risulta un pericolo per la salute. L’idea che esista un accumulo progressivo nell’organismo – come la narrazione in oggetto sembra alludere -, che sarebbe sfuggito agli esperti, non trova riscontro.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta. L'articolo «Cianuro nel sale da cucina»: la bufala degli additivi E535 ed E536 e il mito dell’accumulo proviene da Open.