Sanremo 2026, trionfa Sal Da Vinci e Conti incorona De Martino per il 2027. Con lui Clerici

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Per una volta l’annuncio oscura la vittoria finale. L’ultima serata del Festival di Sanremo si è presto trasformata in uno show pirotecnico a suon di colpi di scena, anticipato da Carlo Conti in conferenza, quando ha svelato un annuncio per stasera sul futuro della kermesse. “Magari rimango io”, aveva detto sibillino, scatenando rumors e speculazioni. Poche ore e l’arcano è stato svelato. Conti ha annunciato la successione, per la prima volta nella storia, in diretta durante il Festival. “Vi posso dire che Stefano sarà conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo”, ha scandito Conti. “Io voglio ringraziare te, Carlo, perché ricevere questo testimone da te è un gesto di generosità non scontato che ricorderò per sempre. Voglio ringraziare la Rai per questa opportunità”, ha commentato il presentatore di ‘Affari tuoi’, visibilmente emozionato. “Come ci diciamo spesso quando ci sentiamo al telefono ‘testa bassa e lavorare’. Quindi adesso vado a pedalare, non spegnere il telefono Carlo”, ha aggiunto De Martino, che ha espresso gratitudine anche all’ad Rai, Giampaolo Rossi, e al direttore dell’Intrattenimento prime time, Williams Di Liberatore. “Ho voglia di mettermi in gioco”, ha concluso. Con De Martino anche Antonella ClericiCon De Martino, secondo quanto appreso da LaPresse, anche Antonella Clerici con un ruolo ancora da definire. Il tutto in una serata che ha sancito il trionfo di Sal Da Vinci con ‘Per sempre sì’, seguito da Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e Fedez-Masini. Ma gioisce anche Fulminacci che con ‘Stupida sfortuna’ incassa il premio della critica ‘Mia Martini’, assegnato dalla sala stampa. Il ‘Lucio Dalla’ di radio-tv e web va a Serena Brancale. Poi i premi ‘Sergio Bardotti’ per il miglior testo (a Fedez-Masini), ‘Giancarlo Bigazzi (a Ditonellapiaga) e Tim (sempre a Brancale).Gli appelli alla pace Ad aprire la puntata è stato però l’appello di Carlo Conti, Laura Pausini e della co-conduttrice di serata Giorgia Cardinaletti – giornalista del Tg1 – contro la guerra dopo l’inizio dell’operazione Stati Uniti-Israele contro l’Iran. “Tutti noi vorremmo il popolo iraniano libero dall’oppressione e dalle sofferenze, dall’altra però c’è da dire che si sta aprendo un conflitto di cui tutti noi non conosciamo l’esito”, è stato il pensiero di Cardinaletti. “Vorremmo che da Sanremo si alzasse l’invito, l’impegno globale per proteggere i bambini, per proteggere i bambini ovunque essi siano, in particolar modo nelle zone di guerra”, è stato il pensiero di Conti. Poi Pausini: “I bambini hanno diritto di vivere in pace e di dormire per sognare e non a sognare di dormire perché svegliati dalle bombe e costretti a fuggire, basta odio”. Appello per la pace che arriva anche dalle Bambole di Pezza, terze a esibirsi dopo Francesco Renga, Chiello e Raf. “Dai una possibilità alla pace”, si legge sul top della cantante Cleo. E poi Leo Gassmann che dopo l’esecuzione di ‘Naturale’ ha urlato: “Abbasso la guerra e le tirannie, viva la pace e l’amore”.Frassica con la parrucca di Malgioglio“Trattatevi tutti con amore, perché ce n’è bisogno”, dice invece Malika Ayane. Ermal Meta, invece, dedica ‘Stella stellina’ a “tutti i bambini silenziati dalle bombe”. “Non dimentichiamoci quel che accade nel mondo”, chiede Michele Bravi. E scende in campo anche il pubblico dell’Ariston che fa partire il coro “pace, pace” dopo gli aggiornamenti del Tg1 sull’Iran. Il clima si alleggerisce grazie alla comicità di Nino Frassica, che regala stacchetti e gag con le immancabili freddure e dopo essersi presentato con la solita parrucca alla Malgoglio. E poi i Big. Esplosiva per vocalità l’interpretazione di Serena Brancale (‘Qui con me’) nel ricordo della madre, dolci quelle di Tommaso Paradiso (‘I romantici’) e Leo Gassmann (‘Naturale’), mentre J-Ax fa ballare il teatro a colpi di country (‘Italia starter pack’) e poi porta il suo cappello stile cowboy a Mara Venier (“me lo dai domani”). Poi l’eleganza immortale di Patty Pravo e della sua ‘Opera’, la potenza di Sal Da Vinci (‘Per sempre sì’) che strappa ancora un lungo applauso agli spettatori e scende in platea per far ballare Venier. E poi l’energia di Elettra Lamborghini con il sicuro tormentone ‘Voilà’. A fine performance Elettra chiama l’abbraccio di Pausini per guadagnare punti al Fantasanremo (“sennò non vinco un tubo”, scherza), che chiama “gara bilaterale”. Peccato che per la serata finale gli abbracci non valgano. Bocelli arriva a cavallo e poi emoziona l’AristonE non manca lo show, con Andrea Bocelli che arriva all’Ariston su un cavallo bianco, come fece Roberto Benigni nel 2011, sulle note del ‘Gladiatore’ in qualità di super ospite dell’ultima serata, incassando la standing ovation. “Il cavallo è una mia antica passione, sta diventando una malattia perché alla mia età bisognerebbe usare un po’ di saggezza”, osserva Bocelli. Conti lo presenta come “uno degli ambasciatori della musica italiana nel mondo”. La sua esibizione viene lanciata, come spesso accaduto in questa edizione per gli special guest, da un video di Pippo Baudo. Bocelli canta ‘Il mare calmo della sera’, con cui vinse le Nuove proposte nel 1993. E poi ‘Con te partirò’, altro capolavoro del suo repertorio conosciuto in tutto il pianeta. Ma all’inizio della sua performance il solito inconveniente tecnico al microfono impedisce al tenore di ringraziare il pubblico per l’appaluso. Arrivano poi i Pooh, premiati per i 60 anni di carriera, che eseguono ‘Uomini soli’ nel loro ritorno a Sanremo, mentre Max Pezzali saluta la nave Costa con l’ultimo medley con ‘Come mai’ e ‘Nessun rimpianto’. E poi ancora il rap potente di Fedez e l’armonia sporca di Marco Masini in ‘Male necessario’ che anticipa il ritmo latinos di Samurai Jay con ‘Ossessione’ che poi balla con la mamma in platea. Momento di profonda riflessione quando sul palco sale Gino Cecchettin (padre di Giulia) per parlare di violenza sulle donne e femminicidi. E si commuove quando legge sul maxischermo il nome della figlia assieme a quelle di tantissime vittime del fenomeno. “Bisogna insegnare ai ragazzi e agli adulti che un no è un no e che solo il sì è la vera libertà”, spiega, “alle donne dico che la libertà non è negoziabile, chiedere il rispetto è il minimo”. Pochi fuoriprogramma e poche polemicheGli annunci archiviano un Festival dalla polemica latente, spesso gonfiata ed esplosa nel giro di poche ore, con una lista forse più debole di quella del 2025, ma comunque avviata a fare breccia nelle classifiche. E poi la corsa mattutina agli ascolti, con i primi mugugni dopo la prima serata del 24 febbraio. Ma il direttore artistico ha saputo mantenere una calma olimpica, mettendosi t-shirt e scarpe da maratoneta per una lenta ma progressiva risalita pur senza mai raggiungere – sinora – i fasti dello scorso anno. De Martino eredita comunque un Festival in salute, che dovrà ora costruire a sua immagine e somiglianza. Per la Rai una scommessa da vincere a tutti i costi. Perché stavolta i Conti non tornano.Questo articolo Sanremo 2026, trionfa Sal Da Vinci e Conti incorona De Martino per il 2027. Con lui Clerici proviene da LaPresse