Referendum giustizia, Nino Di Matteo ripete le parole di Gratteri: «Massoni e mafiosi voteranno Sì». Protesta il governo: «Parole indegne»

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«Io sono perfettamente d’accordo con Nicola Gratteri per un motivo fondamentale: assieme alle persone perbene che voteranno Sì al referendum, «voteranno Sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi». Sono destinate a riaccendere le polemiche le parole pronunciate dal magistrato Nino Di Matteo durante un evento con Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, in tour per promuovere il suo libro Perché No. Guida al referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole.Di Matteo: «Così si delegittima la magistratura agli occhi del popolo»Gli autori della riforma della giustizia, attacca Di Matteo, «partono dal quotidiano esercizio di una denigrazione della magistratura. Quando ci bombardano di giudizi negativi sulla magistratura, dal caso Garlasco a quello Tortora, parlano male della magistratura, la delegittimano agli occhi del popolo». E continua: «Parlano alla pancia di coloro i quali hanno interesse per la loro stessa essenza, ad una delegittimazione della magistratura. E questi sono i massoni, i mafiosi, coloro i quali temono il controllo della magistratura». La mafia, insiste Di Matteo, «ha bisogno che agli occhi del popolo la magistratura risulti delegittimata. Ci saranno le persone perbene che voteranno Sì, ci mancherebbe. Ma io credo che proprio sulla base di questo presupposto i mafiosi e i grandi criminali voteranno Sì».La polemica su Gratteri e l’intervento di MattarellaLe parole di Di Matteo ricalcano quelle pronunciate poche settimane fa da Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, che in un’intervista disse: «È certo che voteranno per il No le persone per bene e voteranno per il Sì la massoneria deviata e i centri di potere che avrebbero vita difficile con una giustizia efficiente». Quelle parole furono duramente criticate da esponenti del governo. Poco più tardi, un’uscita altrettanto sopra le righe da parte del ministro Carlo Nordio convinse il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a chiedere a tutti di abbassare i toni.La maggioranza di governo contro Di MatteoCon l’ultimo intervento di Di Matteo, i partiti della maggioranza di governo sono tornati a criticare i sostenitori del No. «Parole indegne e inaccettabili», tuona da Forza Italia la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, secondo cui «attribuire, in maniera generalizzata e suggestiva, il voto favorevole al referendum a mafiosi, massoni e criminalità organizzata significa scendere su un terreno che non appartiene alla cultura costituzionale di un magistrato della Repubblica». Mentre l’account della Lega su X scrive: «Sempre più nervosi, arroganti e violenti alcuni signorotti del No».L'articolo Referendum giustizia, Nino Di Matteo ripete le parole di Gratteri: «Massoni e mafiosi voteranno Sì». Protesta il governo: «Parole indegne» proviene da Open.