Iran, così il “pacifista” Trump è diventato il “presidente della guerra”: nel secondo mandato ha lanciato 8 attacchi militari

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Si era definito “il presidente della pace” fino ad autocandidarsi al Nobel, aveva promesso di non iniziare nuovi conflitti (anzi, di terminarli) e di interrompere “la corsa a rovesciare regimi stranieri“. Ma a dieci anni dalla sua prima elezione al grido di “America first”, Donald Trump “ha scelto di diventare il presidente della guerra, diventando sempre più desideroso di esercitare il proprio potere oltreoceano”. Lo scrive il New York Times in un commento firmato dal corrispondente dalla Casa Bianca Peter Baker, in cui si sottolinea che il bombardamento dell’Iran di sabato è l’ottava azione militare contro uno Stato straniero ordinata da Trump nel suo secondo mandato.A giugno dell’anno scorso, infatti, le forze Usa avevano già attaccato l’Iran per colpire le sue infrastrutture nucleari: in quell’occasione Trump disse che il programma atomico della Repubblica islamica era stato “cancellato“, salvo poi, nemmeno un anno dopo, lanciare una nuova offensiva con la stessa motivazione. Il primo raid della sua amministrazione però risale a febbraio dello scorso anno contro gruppi legati a Isis e Al Qaeda in Somalia; un’azione ripetuta in Nigeria il giorno di Natale, quando il tycoon annunciò di aver colpito “la feccia terrorista dell’Isis che prendeva di mira e uccideva cristiani innocenti”. Il bersaglio più frequente è stato lo Yemen, dove aerei e navi da guerra americane hanno ripetutamente colpito obiettivi dei ribelli Houthi, appoggiati dall’Iran e responsabili di attacchi a navi commerciali e militari nel golfo di Aden. Le forze Usa hanno anche condotto regolarmente raid in Siria e in Iraq, prendendo di mira combattenti e infrastrutture dell’Isis.A dicembre l’aviazione a stelle e strisce ha spostato l’offensiva in mare, affondando numerose navi nel mar dei Caraibi e nel Pacifico orientale come parte della lotta al narcotraffico: una strategia di pressione sul Venezuela culminata nel rapimento del presidente Nicolás Maduro, catturato il 3 gennaio con un blitz militare a Caracas e rinchiuso in carcere negli Stati Uniti. La caduta del regime “amico” ha portato sull’orlo del collasso anche Cuba, l’isola sotto embargo di cui ora Trump ipotizza di prendere il controllo con un'”acquisizione amichevole”. Eppure, durante la sua prima campagna elettorale per la Casa Bianca, il tycoon parlava chiaro: “È tempo di un nuovo approccio, la nostra strategia di regime change è un fallimento assoluto e provato”. “Cosa penserebbe il Donald Trump del 2016 di quello del 2026 non lo sapremo mai”, commenta il New York Times.L'articolo Iran, così il “pacifista” Trump è diventato il “presidente della guerra”: nel secondo mandato ha lanciato 8 attacchi militari proviene da Il Fatto Quotidiano.