Unghie fragili e rovinate, tutte le cause e le strategie di prevenzione

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Da una parte gli ‘artigli’ sfoggiati da celebrità e influencer, dall’altra la vita reale, con unghie fragili, sfaldate e che tendono a spezzarsi. Ma quali possono essere le cause? “Le unghie rappresentano un vero e proprio specchio della nostra salute e delle nostre abitudini quotidiane. Quando si sfaldano e si spezzano, le cause possono essere molteplici e spesso derivano da un intreccio di fattori esterni e interni”, spiega a LaSalute di LaPresse la farmacista cosmetologa Myriam Mazza.Il pericolo nell’acqua e nell’eccessivo ricorso a gel e acrilicoTra i fattori ambientali più comuni, “spiccano l’esposizione frequente delle mani all’acqua e ai detergenti aggressivi, che impoveriscono la lamina ungueale dei suoi oli naturali, indebolendone la struttura. Si tratta di una condizione frequente soprattutto in categorie professionali come il personale sanitario o chi svolge attività domestiche. Attenzione anche ad abitudini come manicure eseguite con strumenti e tecniche inadeguati, applicazione di smalti di scarsa qualità o il ricorso frequente a trattamenti in gel e acrilico:  possono danneggiare l’unghia. E questo specialmente se la rimozione avviene in modo inadeguato o se si esagera con la limatura della lamina”.Anche gesti quotidiani apparentemente innocui, “come usare le unghie per aprire oggetti”, contribuiscono a creare micro-fratture che predispongono allo sfaldamento o alla rottura dell’unghia. Carenze nutrizionali e patologie nel mirinoMa le unghie fragili possono riflettere anche squilibri interni. “Possono essere il segnale di carenze nutrizionali, in particolare di biotina, ferro, zinco, amminoacidi soforati e vitamine A, B6 ed E. Non vanno dimenticati i cambiamenti fisiologici legati all’invecchiamento, che – dice Mazza – comportano una riduzione della produzione di cheratina e dei lipidi naturali. O quelli che derivano da alcune condizioni patologiche come ipotiroidismo, anemia sideropenica, psoriasi o infezioni fungine”.L’overdose di gel e semipermanente“L’aumento della popolarità di gel e smalto semipermanente ha portato a un incremento esponenziale delle richieste di visite dermatologiche per problemi alle unghie: un dato riconducibile in gran parte alla diffusione delle manicure casalinghe fatte in maniera inappropriata e all’uso di prodotti inadeguati”, dice Mazza. “Questi trattamenti non sono intrinsecamente nocivi, ma diventano rischiosi quando vengono fatti su unghie già fragili, con sfaldamenti o distacco della lamina. La limatura necessaria per preparare l’unghia, se eccessiva o se eseguita con tecnica inadeguata, ne riduce lo spessore naturale, rendendola estremamente delicata. A tal proposito, è essenziale affidarsi ad un centro estetico con personale qualificato, che utilizzi strumentazione idonea e prodotti di alta qualità”. I rischi per le giovanissimeA preoccupare l’esperta è “l’esposizione delle giovanissime a trattamenti estetici come gel e semipermanenti in una fase in cui la lamina ungueale può essere naturalmente più sottile o ancora in via di sviluppo. Mentre l’industria cosmetica si sta muovendo verso formulazioni più controllate, una delle insidie principali rimane la sensibilizzazione permanente agli acrilati e metacrilati. Oltre ai rischi chimici legati all’applicazione, non bisogna sottovalutare i pericoli derivanti da comportamenti comuni tra le più piccole, come l’onicofagia (il rosicchiamento delle unghie), che favorisce l’assorbimento sistemico e l’ingestione involontaria dei componenti chimici presenti sulle unghie trattate”, avverte Mazza.Quattro strategie di prevenzioneCome intervenire? “Agire in anticipo è fondamentale: consente di proteggere l’unghia ed evitare che si sviluppino danni strutturali. Indossare guanti durante le faccende domestiche, nutrire unghie e cuticole con oli vegetali emollienti come olio di mandorle dolci, cocco o jojoba e prestare attenzione alle tecniche di limatura e rimozione dello smalto sono tre pratiche che aiutano a preservare la struttura delle unghie. Quando questi accorgimenti non bastano, è fondamentale rivolgersi a un dermatologo, in grado di prescrivere esami e trattamenti specifici”. Gli integratori funzionano? “Possono rappresentare un valido supporto, ma soltanto se assunti in modo continuativo e sotto controllo medico. Prodotti contenenti aminoacidi, biotina, zinco, silicio e selenio possono rinforzare la lamina ungueale, sebbene siano necessari almeno due- tre mesi di trattamento per osservare risultati apprezzabili. Seguire una dieta sana ed equilibrata costituisce il primo e più importante intervento preventivo”.Alla scoperta degli smalti amici delle unghieE gli smalti rinforzanti? “Possono costituire un valido supporto ristrutturando la lamina ungueale e riducendo l’impatto degli urti meccanici. Esistono formulazioni specifiche – spiega la cosmetologa – come prodotti base di idrossipropil-chitosano (HPCH) che creano una barriera invisibile che protegge le unghie dagli agenti esterni. Altri prodotti utilizzano ingredienti come il silicio o la resina di Pistacia lentiscus per rinforzare lo strato corneo, favorendo il naturale processo di crescita”, conclude.Questo articolo Unghie fragili e rovinate, tutte le cause e le strategie di prevenzione proviene da LaPresse