Nessun nuovo fondo per l’aborto, ma il movimento “My Voice, My Choice” esulta

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AGI - Non ci saranno nuovi fondi per l'aborto perché "gli Stati membri possono fare affidamento sugli strumenti europei già esistenti per migliorare l'accesso equo a servizi sanitari legalmente disponibili e a prezzi accessibili, compresi i servizi di aborto sicuro. Questo sostegno può essere fornito attraverso il programma Fondo sociale europeo Plus (FSE+), qualora gli Stati membri decidano volontariamente, e in conformità con le loro leggi nazionali, di utilizzare tale strumento, anche riallocando le risorse disponibili nei rispettivi programmi FSE+". Questa è la risposta che la Commissione europea ha dato agli oltre 1,2 milioni di firmatari della petizione 'My Voice, My Choice', che chiedeva che tutte le donne del continente abbiano accesso ad aborti sicuri, conformemente al loro diritto nazionale, attraverso l'istituzione di un nuovo fondo.La Commissione ha chiarito per la prima volta che i fondi del FSE+ possono essere usati per garantire il diritto all'aborto, fornendo un'interpretazione autentica della normativa europea. Si tratta di una mezza vittoria per il movimento che, pur non ottenendo né un nuovo finanziamento né un nuovo atto legislativo, vede riconosciuto che i fondi europei possono essere utilizzati per garantire l'accesso all'aborto.L'indicazione agli stati membriDieci Stati membri che sostenevano la petizione (Austria, Estonia, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svezia e Belgio) hanno ora ricevuto un'indicazione chiara sulla possibilità di utilizzare fondi UE per questo scopo.La responsabilità delle politiche sanitarie nazionaliTuttavia, "gli Stati membri, naturalmente, rimangono responsabili delle proprie politiche sanitarie e dell'organizzazione e dell'erogazione dei servizi sanitari", ha chiarito la commissaria europea con delega ai Diritti sociali, Roxana Minzatu. Dunque, nonostante gli entusiasmi, nei Paesi in cui l'aborto non è regolamentato non cambia nulla.Priorità di uguaglianza e iniziativa dei cittadini"È una delle nostre priorità fondamentali in materia di uguaglianza per questo mandato, che senza dubbio farà parte della nostra eredità, e soprattutto salverà vite umane. Questo è stato possibile solo grazie all'iniziativa dei cittadini", ha dichiarato la commissaria europea per l'Uguaglianza, Hadja Lahbib.