Omicidio Rogoredo, Cinturrino: “Perdonatemi, pagherò per il mio errore”

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“Perdonatemi, pagherò per il mio errore“. Sono le parole di Carmelo Cinturrino, il poliziotto in custodia cautelare per l’omicidio dello spacciatore 28enne Abderrahim Mansouri avvenuto lo scorso 26 gennaio a Rogoredo, in una lettera dal carcere. Proprio oggi altri quattro colleghi dell’agente, indagati, sono stati trasferiti in altre sedi.“Mi scuso con i miei colleghi tutti – aggiunge il poliziotto -, ma posso garantire che nella vita sono stato sempre onesto e servitore dello Stato, come dimostrato dagli encomi e le lodi ricevuti negli anni, senza alcun tipo di sanzioni disciplinari”. Il 41enne, accusato di omicidio volontario e di aver inscenato una sparatoria per legittima difesa piazzando una finta pistola accanto al corpo di Mansouri, parla della “stima” ricevuta in passato dai “colleghi delle Volanti”, del “commissariato Mecenate” e “non solo”, ma si dice pronto a saldare il suo conto con la giustizia.“Mansouri doveva essere in in prigione e non morto”Abderrahim Mansouri “doveva essere in prigione e non morto”, scrive ancora Cinturrino. “Vorrei scusarmi con tutti per quello che è successo – si legge -. Credetemi, ho avuto paura, prima che quel ragazzo mi colpisse, poi dopo aver sparato delle conseguenze del mio gesto”. “Mi dispiace anche per la sua famiglia, sono triste e pentito per ciò che ho fatto, ma mi sono sentito disperato”, scrive l’assistente capo del commissariato Mecenate, nella missiva che è stata consegnata al suo legale, Piero Porciani, che si è preso qualche giorno per lavorare al ricorso al Tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta mercoledì dal gip di Milano Domenico Santoro.Questo articolo Omicidio Rogoredo, Cinturrino: “Perdonatemi, pagherò per il mio errore” proviene da LaPresse