«Non vanno formati solo i giovani nelle scuola ma bisogna anche raggiungere gli adulti nelle aziende». A parlare è Anna Maria Tarantola, vicepresidente della Fondazione Cecchettin (che ricorda Giulia), durante l’evento Dire, fare, amare organizzato da Coop al Teatro Franco Parenti di Milano. Ed è proprio questo l’obiettivo, cioè cercare di creare spazi di riflessione pubblica per scardinare i pregiudizi di genere e promuovere un’educazione affettiva che in Italia fatica ancora a diventare realtà strutturale. Coop ha presentato così la sesta edizione di «Close the Gap», la campagna per l’inclusione che quest’anno punta tutto sulla prevenzione e sulla capillarità territoriale. Un impegno che si muove su due binari: la certificazione interna della parità di genere (già ottenuta da 4 delle 6 grandi cooperative) e una spinta culturale che coinvolge scuole, piazze e persino i reparti dei supermercati.Educazione alle relazioni: il tour nei punti venditaIl cuore dell’iniziativa di quest’anno è la richiesta, sempre più pressante, di introdurre l’educazione alle relazioni come materia scolastica obbligatoria. Secondo una ricerca dell’Ufficio Studi Coop, il 70% dei genitori italiani è favorevole a questa innovazione, convinto che sia l’unico vero argine contro la violenza e l’odio. Per dare voce a questa urgenza, Coop ha arruolato lo scrittore e insegnante Enrico Galiano per un tour di riflessioni pubbliche intitolato L’educazione alle relazioni, secondo me. Le tappe toccheranno i punti vendita di Firenze (21 marzo), Modena (27 marzo), Genova (17 aprile) e Roma, con l’obiettivo di parlare di intelligenza emotiva e consenso anche a chi non frequenta i convegni specialistici. Un impegno che si salda con il sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare per la psicologia pubblica gratuita nelle comunità, che ha già raccolto 72.000 firme e si appresta a iniziare l’iter parlamentare.Milco Traversa, Elisabetta Camussi, Maura Latini e Anna Maria TarantolaLa sinergia con la Fondazione Giulia CecchettinSul fronte della formazione interna, si rinnova e si amplia il protocollo con la Fondazione Giulia Cecchettin. Dopo il progetto pilota di Padova, che ha coinvolto i dipendenti in percorsi di consapevolezza sulle molestie e sulla cultura inclusiva, tutte le grandi cooperative (Nova Coop, Coop Lombardia, Coop Liguria, Unicoop Firenze e Unicoop Etruria) hanno dato disponibilità a replicare il modello. «Manteniamo con coerenza l’impegno che ci aveva caratterizzato un anno fa nel voler sostenere e amplificare il tema educazione alle relazioni proprio come strumento irrinunciabile di maggiore consapevolezza e prevenzione della violenza», spiega Maura Latini, presidente di Coop Italia. «Quest’anno ancora di più mettiamo a disposizione ciò che è la nostra vera forza ovvero i territori. Se vogliamo, una formazione in luogo inedito che potrà generare attenzione sul tema».I numeri della parità in CoopI dati interni del movimento cooperativo mostrano un trend in crescita, sebbene la strada sia ancora lunga. In un universo dove il 71% dei dipendenti è donna, le posizioni direttive occupate da figure femminili sono salite al 46% (erano il 40% un anno fa), mentre nei Consigli di Amministrazione la presenza femminile ha sfiorato la parità assoluta, arrivando al 49,7%. A consolidare questi risultati c’è la certificazione Uni Pdr 125, uno standard volontario che impone un monitoraggio costante dei parametri di uguaglianza. Per Milco Traversa, direttore politiche del Lavoro e Welfare Ancc-Coop, il segreto del progetto sta nella sua natura sistemica: «Tutto il lavoro svolto ha portato ad una crescita di consapevolezza interna importante. È proprio questa adesione collettiva e non occasionale a fare la differenza».L'articolo Dai tour nei supermercati al pressing per portare l’educazione emotiva a scuola: Coop rilancia la campagna contro la violenza di genere proviene da Open.