Volvo Studio, quando davvero interessa far emergere la musica

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Mi sono trasferita a Milano da poco e, come spesso accade in una città che sembra offrire stimoli continui, alcune realtà si scoprono quasi per caso. È successo così anche con Volvo Studio, dove sono arrivata grazie a un invito di Giulia Impache e Costello’s Records per la prima serata della rassegna “Tandem – un palco per due”, organizzata in collaborazione con BASE: un dialogo dove un’artista di fama nazionale affianca un’emergente, condividendo esperienze, visioni, consigli, in una sorta di passaggio di testimone. Un’ottima occasione, insomma, per poter dare una risposta al fantomatico quesito: come fa un artista emergente a emergere? Dando spazio, creando occasioni come questa, mettendo in relazione le vecchie generazioni con le nuove. Che poi è il senso di un tandem: che si pedali insieme, ci si scambi vicendevolmente punti di vista ed esperienze, per poter offrire al pubblico l’opportunità di scoprire una voce nuova del panorama italiano e approfondire, dall’altro lato, la storia già conosciuta di un’altra.La serata che ha visto dialogare Giulia Impache e Nada partiva dunque da premesse solide e da un’aspettativa precisa: costruire uno scambio autentico. Cosa che, purtroppo, è mancata un po’ durante la serata inaugurale del format, durante la quale Nada, forte di un percorso che attraversa generazioni musicali, ha occupato gran parte dello spazio, lasciando poco margine a un confronto realmente paritario. Giulia Impache si è così trovata, più che nel ruolo di interlocutrice, in quello di intervistatrice chiamata a contenere una personalità imponente, cosa complessa probabilmente già per giornaliste e giornalisti esperti.  Nonostante questo, il carisma di Giulia Impache, il cui disco d’esordio “IN:Titolo” – ricordiamolo – è tra le migliori uscite del 2025, è emerso più dell’estro di Nada, permettendole di prendersi i meriti dovuti, soprattutto dal pubblico.A Marzo, l’11, sul palco di Volvo Studio ci saranno Nularse ed Enrico Ruggeri, mentre il 15 Aprile Viscardi dialogherà con Paola Iezzi. Nularse è ritornato sulle scene dopo una lunga pausa, necessaria, da sua stessa affermazione, per ritrovare la sua voce, e l’ha fatto col disco “Ospiti”: una riflessione sul nostro essere di passaggio, invitati nella nostra stessa vita. Viscardi già conosce Paola Iezzi dalla sua partecipazione a X-Factor, si è fatto notare in tv e ora sui palchi di molti locali. Sulla scia dei vari fenomeni Nu Genea, Napoli Segreta, Liberato e la Nina, la Campania è tornata a essere protagonista della scena musicale, in tutte le sue forme e declinazioni. Viscardi fonde napoletano e ritmi r’n’b, pop e ricerca. Di sicuro, uno dei talenti che avranno più successo fuori dai riflettori televisivi.Ci sono potenzialmente molti punti da toccare e approfondire che potrebbero allargare il dialogo ben al di là della musica. Sarò molto curiosa di sentire cosa porteranno sul palco, ma soprattutto spero che si mantenga vivo questo scambio intergenerazionale, non solo tra gli artisti coinvolti, ma anche con chi partecipa. Ascoltare voci diverse per comprendere cosa succede intorno a noi è sempre un arricchimento.Il caso ha inoltre voluto che, in contemporanea con questa rassegna, nelle mie ricerche su come vivere una Milano culturalmente accessibile e musicalmente interessante, sia incappata in un’altra rassegna, sempre negli spazi di via Gioia: “Elsewhere – nuovi orizzonti sonori“. La formula di collaborazione è la stessa: Volvo Studio, con Base e stavolta Le Cannibale. Il format esplora le diverse declinazioni dell’elettronica, scostando lo sguardo dalla cassa dritta o nomi noti, per andare altrove, dalla costruzione di panorami sonori, alle influenze più pop fino alla sperimentazione e alla contaminazione.Anna & Vulkan, Indian Wells e Maria Chiara Argirò sono i nomi che si succederanno a Volvo Studio, dopo la prima serata con i Planet Opal, che hanno inaugurato la stagione di Elsewhere.Planet OpalA oggi per me uno dei progetti più da tenere d’occhio, Giorgio Assi e Leonardo de Franceschi hanno la capacità di prendere quei suoni dell’electro-clash di inizi 00, fonderli con un pizzico di kraut rock e new wave, e renderli contemporanei, senza cadere mai nella retromania. Creando sequenze ipnotiche e pattern ripetuti che ti rimangono nella testa per giorni, lavorando su stratificazioni di synth su cui la batteria gioca un ruolo fondamentale, i Planet Opal hanno creato un’identità sonora ben riconoscibile, e da apprezzare anche in contesti più raccolti, come quello di Volvo Studio.Il 4 marzo Anna & Vulkan invece porta la canzone napoletana e le tradizioni funky vesuviane rivisitate in chiave contemporanea. Come nel caso di Viscardi, anche Anna & Vulkan esplora le atmosfere campane, in particolare quella leggera e sciantosa, ironica e un po’ malinconica. Per me, è una delle artiste da tenere d’occhio perché ha tutte le potenzialità per crescere ancora. Nota a margine: disegna anche le sue copertine, creando così un’estetica di riviera dal sapore quasi anni ’80.Indian Wells viene dalla provincia calabrese, isolata da molti punti di vista, e questo ha da sempre influenzato la costruzione dei suoi panorami sonori, quasi cinematografici.  Lo seguo fin dal suo esordio, e il suo percorso lo ha portato a diventare uno degli artisti idm più interessanti in Europa. Per quanto la sua musica sia di respiro internazionale, non abbandona mai le sue radici: per la compilation Vita lenta ha composto Vilienza, uno stato d’animo di profonda apatia che permea questi luoghi, in contrasto con il concetto stesso di trend di vita lenta che tutti conosciamo.Elsewhere si chiude il 17 aprile con Maria Chiara Argirò, che da altrove arriva. Vive a Londra e ibrida jazz, improvvisazione, elettronica. “Closer” è un disco che ben incorpora quell’”elsewhere” della rassegna: è un’esplorazione concettuale tra pop ed elettronica, tra identità e tecnologia. Lei dal vivo costruisce e decostruisce impianti sonori in modo anticonvenzionale. Una musicista che ben si presta a dialogare in uno spazio come quello di Volvo Studio.I grandi marchi possono tornare a svolgere un ruolo autentico di mecenati, sostenendo la cultura non solo come operazione di marketing, ma come responsabilità e impegno verso la comunità?Ognuno ha una percezione propria della città che abita. Spesso, di Milano, ci sono narrazioni contrastanti: la si odia, la si ama, ci sono troppe cose da fare, non c’è nulla che la città offre ormai. Spesso ci si dice che non ci sono gli spazi, che si ha bisogno di dare voce agli emergenti, facciamo lunghissimi talk facendoci tantissime domande.Come si fa a sopravvivere in una città che ha fatto della propria immagine un culto e della cultura un lusso? Dove sono gli spazi per emergere, quando questi vengono chiusi e dati in mano a realtà commerciali, imprenditoriali o altro?Possiamo cambiare prospettiva da cui guardare le cose, quando parliamo di brand e sponsorizzazioni sugli eventi?In una fase storica in cui, soprattutto a Milano, ogni iniziativa sembra essere valutata esclusivamente in termini di ritorno economico, anche la musica dal vivo sta cambiando forma: i grandi concerti, sempre più costosi e paradossalmente ancora più esclusivi, schiacciano le proposte culturali più piccole e mettono a dura prova, anche fisicamente, il pubblicoVolvo Studio, per quanto sia vetrina commerciale del noto marchio automobilistico, ha scelto di dare una nuova prospettiva al brand, promuovendosi attraverso la cultura. Senza troppi slogan, si è posto come parte attiva nella vita cittadina, mettendo in dialogo non solo realtà emergenti, ma anche pubblici differenti. Gli eventi che propongono sono sempre gratuiti, rendendo accessibile a chiunque lo desideri la propria offerta, permettendo, cosa non banale e nemmeno scontata, alle persone di scoprire qualcosa di nuovo ogni volta. E badiamo bene, lo fa senza incensarsi di quell’aura di esclusività di cui, d’altro canto, molti eventi milanesi peccano. Lo spazio è a disposizione per la fruizione di musica, stand up comedy, approfondimenti vari (come la rassegna Planetarium che mette in dialogo cinema, musica classica e astronomia) e arte.Quello che fa, e lo sta facendo molto bene da 9 anni, è costruire davvero un dialogo con chiunque sia curioso e attento a ciò che accade intorno. Abbatte i muri dell’istituzionalità patinata, per diventare vetrina non solo di un marchio, ma di una proposta volta ad arricchire l’offerta culturale cittadina.Nella serata di presentazione di Elsewhere, Chiara Angeli, ufficialmente Sales & Marketing Director di Volvo Car Italia, ma soprattutto l’anima di Volvo Studio Milano, ha detto una cosa fondamentale: “Vogliamo creare e continuare a mantenere un dialogo”. Ultimamente ritorno spesso sulla necessità di dialogare, di mantenere vivo un discorso che possa arricchire chi ne è partecipe, sia in forma di pubblico che di parte coinvolta. Tandem apre al dialogo tra generazioni, Elsewhere tra pubblici diversi. Ognuno può tornare a casa con qualcosa di nuovo. E questa è la vera ricchezza.Che sia stato il caso o un algoritmo a farmi imbattere in questa realtà, non importa, ma questa scoperta mi porta a fare delle riflessioni sullo stato attuale delle cose. In una fase storica in cui, soprattutto a Milano, ogni iniziativa sembra essere valutata esclusivamente in termini di ritorno economico, anche la musica dal vivo sta cambiando forma: i grandi concerti, sempre più costosi e paradossalmente ancora più esclusivi, schiacciano le proposte culturali più piccole e mettono a dura prova, anche fisicamente, il pubblico. D’altro canto, proliferano locali che offrono musica “gratuita”, ma vincolata a consumazioni obbligatorie che arrivano a 20 euro. Nel frattempo, gli spazi collettivi si riducono e, con essi, la varietà dell’offerta. Gli spazi pubblici vengono meno e la cultura fatica a essere riconosciuta dall’amministrazione come un investimento sostenibile e strutturale, anziché come un modello di business una tantum.In questo scenario, torna una domanda cruciale: i grandi marchi possono tornare a svolgere un ruolo autentico di mecenati, sostenendo la cultura non solo come operazione di marketing, ma come responsabilità e impegno verso la comunità?Io non ho queste risposte, ma Volvo Studio, grazie alle sue collaborazioni con realtà culturali forti come Base, Costello’s Records e Le Cannibale, sta facendo a mio parere un ottimo lavoro, soprattutto in favore dei progetti emergenti e delle realtà alternative, offrendo un punto di vista diverso, anche sulla città stessa.  Una cosa da tenere a mente con particolare attenzione.The post Volvo Studio, quando davvero interessa far emergere la musica appeared first on Soundwall.