L’arresto del poliziotto Carmelo Cinturrino, deciso dalla Procura di Milano con l’accusa di aver ucciso Abderrahim Mansouri, ha riportato al centro del dibattito la questione dello “scudo penale”: l’opposizione ha attaccato lo scudo per gli agenti previsto nel nuovo decreto sicurezza, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che “lo scudo penale non esiste”.Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nella trasmissione Otto e mezzo (La7), osserva a riguardo: “Dalle ultime notizie che ho, il governo Meloni sta già cambiando il decreto sicurezza, nel senso che sta già evaporando lo scudo penale per gli agenti, riducendosi a lumicino. Credo varrebbe soltanto per l’incidente probatorio”.E smentisce le parole della premier: “Lo scudo penale c’era, eccome. Prima volevano dare lo scudo penale al poliziotto che diceva di aver sparato per legittima difesa. Quindi, bisognava fidarsi di lui e non bisognava nemmeno indagarlo. Poi, dato che si è scoperto che non si può farlo, perché non dipende dalla parola dello sparatore se è vero o non è vero quello che dice, avevano ripiegato su un registro degli indagati per ‘diversamente indagati’ nel caso in cui fosse evidente (immagino dalle loro parole) che avevano agito per legittima difesa. È una cosa talmente ridicola che sta sparendo anche quella. Credo anche che stiano cambiando altri articoli del decreto sicurezza, che, di fatto, nasce morto“.Circa le affermazioni iniziali di Matteo Salvini e di Meloni, che hanno difeso pubblicamente Carmelo Cinturrino immediatamente dopo l’omicidio di Mansouri, Travaglio sottolinea: “Diciamo pure che l’hanno pestata grossa con Rogoredo, ma l’hanno pestata grossa soprattutto per il referendum sulla giustizia, perché hanno cercato di utilizzare anche quel caso di cronaca per raccattare qualche voto tra le persone meno informate. E gli è ritornato indietro come un boomerang”.E aggiunge: “Che cosa si è capito di tutta questa vicenda? Che questi vogliono scriversi le sentenze e farsi le indagini. Uno può pensare che la magistratura dopo 30 anni di calunnie, di campagne, di diffamazione da parte dei giornali e delle tv di Berlusconi abbia molto perso fiducia e credibilità nell’opinione pubblica, anche se ieri un sondaggio dice che è al 51%, mentre quella dei politici è al 12%. Ma anche chi diffida di più della magistratura – continua – da tutti farebbe decidere sulle indagini e sulle sentenze tranne che dai politici. E questi si sono scavati la fossa da soli, perché, più con quello che dicono che con quello che hanno scritto nella riforma, hanno fatto capire che per loro la riforma è ‘tana libera tutti’ per decidere su chi indagare, su cosa indagare, su quali indagini fare prima, sulle che vanno bene, sui magistrati che vanno puniti”.Il direttore conclude: “Tutto questo per l’opinione pubblica è inaccettabile, perché la classe politica è la categoria più sputtanata e meno credibile agli occhi della gente, molto meno della magistratura. Quindi, con la vicenda di Rogoredo, si sono fatti del male da soli”.L'articolo Rogoredo, Travaglio a La7: “Salvini e Meloni l’hanno pestata grossa, volevano voti per il referendum ma si sono scavati la fossa da soli” proviene da Il Fatto Quotidiano.