Tensioni con l'Iran, gli Usa ai connazionali: "Subito via da Israele". La Cina ai suoi, "l...

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AGI - Gli Usa hanno autorizzato la partenza dei dipendenti governativi non essenziali e dei loro familiari da Israele. E, allo stesso tempo, anche la Cina ha esortato i suoi cittadini in Israele a rimanere altamente vigili e a rafforzare la preparazione alle emergenze, sottolineando i crescenti rischi per la sicurezza in Medio Oriente. Inutile dire che lo stallo nei negoziati sul nucleare tra gli Stati Uniti e Iran dopo il terzo round di colloqui a Ginevra, mediati dall'Oman, non sta giovando alla situazione dell'area. Non a caso, almeno nove aerei cisterna Usa sono arrivati all'aeroporto di Tel Aviv, in Israele, durante la notte, nell'ambito del massiccio rafforzamento delle forze militari americane in Medio Oriente. Lo riferiscono i media israeliani, citando filmati e analisti che monitorano dati open source di tracciamento dei voli. I velivoli si vanno ad aggiungere a quelli atterrati nei giorni scorsi, tra cui undici F-22, ora schierati nella base di Ovda, nel sud di Israele, aerei di supporto logistico e personale di volo. L'agenzia cinese MizarVision ha pubblicato immagini satellitari che mostrano i caccia in movimento intorno alla base, con quattro posizionati su una pista di rullaggio. Altre immagini satellitari della base aerea di Al Udeid in Qatar fanno vedere invece che non c'è più alcun aereo da rifornimento americano in loco.    Il Dipartimento di Stato americano, che ha citato rischi per la sicurezza e avvertito che l'ambasciata potrebbe limitare i viaggi in alcune parti di Israele, nella Città Vecchia di Gerusalemme e in Cisgiordania, ha sollecitato i cittadini Usa a prendere in considerazione l'idea di lasciare Israele finché i voli commerciali rimangono disponibili. "La decisione è stata presa alla luce dei recenti incidenti di sicurezza e di una valutazione aggiornata della situazione", si legge nella nota.L'appello dell'ambasciatore USA in IsraeleSe membri del personale diplomatico o loro familiari desiderano lasciare Israele, "dovrebbero farlo OGGI STESSO". Così l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, ha scritto in una mail, riportata dal New York Times e dalla stampa israeliana, dopo che il dipartimento di Stato ha autorizzato la partenza dei dipendenti governativi non essenziali e dei loro familiari dallo Stato ebraico, alla luce delle tensioni con l'Iran. Questo "probabilmente si tradurrà in un'elevata domanda di posti aerei oggi", ha sottolineato l'ambasciatore americano, esortando lo staff a concentrarsi "sull'ottenere un posto verso un qualsiasi luogo da cui poi si possa proseguire per Washington, ma la priorità assoluta sarà lasciare rapidamente il Paese". "Non c'è motivo di farsi prendere dal panico", ha aggiunto Huckabee, "ma per chi desidera partire, è importante pianificare la partenza il prima possibile".Anche la Cina esorta i suoi cittadini a lasciare IsraeleLa Cina ha fatto lo stesso. "Si consiglia ai cittadini cinesi in Israele di rafforzare le precauzioni di sicurezza e la preparazione alle emergenze, evitando di uscire se non necessario", ha dichiarato l'emittente statale Cctv. Allerta poco prima era stata data anche ai cinesi in Iran ai quali era stato detto di evacuare "il prima possibile".Il Canada invita i cittadini a lasciare l'IranStesso discorso vale per il Canada che ha invitato tutti i suoi cittadini in Iran a partire il prima possibile tenuto conto delle tensioni nella regione che rimangono elevate. "Canadesi in Iran: a causa delle tensioni in corso, le ostilità nella regione potrebbero riprendere con poco o nessun preavviso. Lasciate l'Iran ora se potete farlo in sicurezza", ha dichiarato il governo. "Assicuratevi che i documenti di viaggio siano aggiornati e tenete scorte sufficienti nel caso in cui dobbiate rifugiarvi sul posto", ha sottolineato il comunicato governativo.Le raccomandazioni di altri PaesiL'appello delle autorità canadesi fa seguito a quello già lanciato da altri Paesi nei giorni scorsi e nelle ultime settimane. Lunedì l'India ha esortato i suoi cittadini a lasciare l'Iran dopo lo stesso monito lanciato da Polonia, Svezia, Italia, Regno Unito (che ha ritirato "temporaneamente" il personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran), Francia, Germania, Giappone e Spagna. All'inizio della settimana, l'Australia ha dichiarato di aver dato istruzioni ai familiari dei suoi diplomatici in Israele e Libano di andarsene, e che i suoi cittadini in entrambi i Paesi dovrebbero prendere in considerazione l'idea di partire prima che sia troppo tardi.Segnali di un'azione militare imminente e colloqui diplomaticiLa decisione del Dipartimento di Stato Usa di evacuare il personale non essenziale dall'ambasciata in Israele segnala che una campagna militare congiunta Usa-Israele contro l'Iran potrebbe essere imminente. Lo scrive Axios. Il sito Usa ricorda che all'inizio di questa settimana, gli Stati Uniti hanno evacuato anche tutto il personale non essenziale e i loro familiari dall'ambasciata di Beirut e che l'ambasciatore statunitense Mike Huckabee ha scritto in un messaggio al personale dell'ambasciata che chiunque voglia lasciare il Paese dovrebbe farlo oggi.Ieri il comandante militare statunitense in Medio Oriente ha informato Donald Trump sulle opzioni per un'azione militare contro l'Iran: è stata la prima volta che il comandante del Comando centrale militare statunitense, l'ammiraglio Brad Cooper, ha informato Trump dall'inizio della crisi con l'Iran lo scorso dicembre. Considerato il massiccio rafforzamento militare statunitense in Medio Oriente, il briefing dell'ammiraglio Cooper è stato un altro segnale che la decisione di Trump sull'Iran "potrebbe essere imminente", aggiunge Axios.Questi segnali sono in netto contrasto con le affermazioni di funzionari statunitensi, iraniani e omaniti secondo cui i colloqui sul nucleare di ieri a Ginevra sono stati "positivi" e hanno fatto progressi. Oggi il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, principale mediatore tra Stati Uniti e Iran, sarà in visita a Washington per un incontro con il vicepresidente Vance, secondo quanto riportato da alcune fonti.La posizione di Kataeb Hezbollah e l'avvertimento a WashingtonNel frattempo, Kataeb Hezbollah, potente gruppo armato iracheno filo-Teheran, ha esortato i suoi combattenti a prepararsi a una lunga guerra in Iran in caso di attacco Usa. Al contempo, il gruppo ha avvertito Washington che avrà "ingenti perdite" qualora dovessero avviare un conflitto nella regione."Tra le minacce americane e il rafforzamento militare che indica una pericolosa escalation nella regione, è necessario" che tutti i combattenti "si preparino a una guerra di logoramento potenzialmente lunga", ha dichiarato Kataeb Hezbollah in una nota. Per il gruppo, la Repubblica islamica è strategica e qualsiasi attacco nei suoi confronti è una "minaccia diretta", ha sottolineato un comandante.Nel giugno 2025, le milizie irachene filo-iraniane non sono intervenute durante la guerra tra Israele e Iran, ma questa volta saranno "meno moderate", soprattutto in caso di attacchi volti a rovesciare il regime di Teheran, ha avvertito. All'avvio della guerra di Israele contro Hamas a Gaza, i gruppi filo-iraniani hanno condotto attacchi contro le truppe Usa nella regione ma, sotto la crescente pressione Usa e interna, si sono fermati.