L’eco del conflitto militare sempre più serrato tra Pakistan e Afghanistan sta crescendo così tanto d’intensità da farsi sentire anche ben oltre i confini della regione. Sono molti i Paesi che guardano con apprensione agli sviluppi sul terreno e che avrebbero da perdere in caso di un rovesciamento dei Talebani che regnano su Kabul, tra cui alcune delle principali potenze a livello mondiale.CinaIl primo e più ovvio attore coinvolto è ovviamente la Cina: da Pechino è arrivato quasi immediatamente un richiamo a una soluzione diplomatica delle tensioni che corrono tra Kabul e Islamabad e non potrebbe essere altrimenti. La Repubblica Popolare ha nel Pakistan uno dei suoi alleati di ferro nell’area – per quanto, va detto, negli ultimi mesi non sono mancati allontanamenti più o meno espliciti – e uno degli snodi più importanti delle Nuove Vie della Seta. Un’infrastruttura che proprio sul territorio pachistano è molto spesso oggetto di attacchi da parte del movimento separatista locale, situazione a cui il governo del primo ministro Shehbaz Sharif ha recentemente risposto creando un’unità di sicurezza dedicata esclusivamente a proteggere i cittadini cinesi presenti in Pakistan. Allo stesso tempo, Xi Jinping ha puntato molto sulla distensione coi Talebani per due motivi principali: primo, evitare che l’Afghanistan possa diventare una base di partenza per eventuali attacchi terroristici contro la Cina; secondo, mettere le mani, più in prospettiva che nell’immediato, sulle risorse minerarie afgane, potenzialmente molto rilevanti.IndiaAl netto delle tensioni bilaterali tra Pakistan e Afghanistan, molto di quello che sta succedendo in queste ore ha a che fare con l’India. Il primo ministro Narendra Modi è infatti appena rientrato in patria da un viaggio in Israele con in tasca accordi di varia natura e anche uno molto importante sul fronte della Difesa. Pare che a Nuova Delhi sarà concesso l’utilizzo della tecnologia israeliana basata su un sistema laser per intercettare droni e missili, che va sotto al nome di Iron Beam. Fumo negli occhi per il Pakistan che ha nell’India il suo nemico per eccellenza. A Islamabad hanno fatto velocemente i conti: colpire i Talebani si inserisce in questa dinamica perché quest’ultimi stanno vivendo una sorta di luna di miele con il governo indiano e i rapporti politici tra le due parti sono quanto mai calorosi. Non bisogna correre il rischio di appiattire il conflitto in corso interpretandolo solo in quest’ottica, ma sicuramente il Pakistan ha agito anche mosso da spirito di vendetta nei confronti del nemico indiano.RussiaIl relativo isolamento internazionale di Mosca non poteva che spingere i Talebani tra le braccia del presidente russo Putin. La Russia è stato il primo Paese al mondo a riconoscere ufficialmente il governo del movimento fondamentalista, una mossa poco costosa quanto potenzialmente vantaggiosa: il Cremlino punta a mettersi in prima fila per quando Kabul dovrà pensare a chi coinvolgere in progetti sul territorio afgano e a Putin fa comodo trovare sponda nel contrasto al terrorismo internazionale. Il ruolo di colomba non si addice all’esecutivo russo, ma il Ministero degli Esteri moscovita ha richiamato Pakistan e Afghanistan a un ritorno immediato al tavolo negoziale.Iran e altri Paesi della regioneNonostante abbia attualmente altri problemi da gestire, Teheran si è proposta come mediatrice tra Kabul e Islamabad, capitali con cui intrattiene relazioni cooperative. La vicinanza geografica al fronte di guerra rende però la situazione rischiosa per l’Iran, con il possibile arrivo di nuovi rifugiati afgani, dopo che la Repubblica Islamica negli ultimi mesi ne ha rimpatriate centinaia di migliaia. Anche le repubbliche centro-asiatiche temono una destabilizzazione che potrebbe mettere a rischio i loro progetti infrastrutturali nell’area. Pochi giorni fa, il presidente del Kazakistan si è recato in Pakistan proprio per parlare di un collegamento ferroviario tra i porti pachistani di Karachi e Gwadar e il territorio kazaco, via Afghanistan e Turkmenistan. Un’iniziativa che al momento sembra quanto mai improbabile.L'articolo Cina, India e tutti gli altri: le potenze mondiali interessate alla “guerra aperta” tra Pakistan e Afghanistan proviene da Il Fatto Quotidiano.