Meloni: "Il ruolo del governo in Mps è terminato"

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La premier Giorgia Meloni, intervistata da Bloomberg, ha affermato che in Montepaschi "il ruolo del governo è terminato". La presidente del Consiglio ha ricordato infatti che la quota residua del 4,9 per cento "chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare un'influenza significativa sulla governance" e che "non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza". Le dichiarazioni hanno immediatamente impattato sulla Borsa, dove il titolo, già pesante, è sprofondato arrivando a cedere il 6,2 per cento a 8,35 euro e portando con sè Mediobanca (-5,4 per cento a 18,66 euro). Mps era "uno di quei dossier complessi che abbiamo ereditato e che abbiamo gestito con successo" ha proseguito Meloni, descrivendo il salvataggio e la ristrutturazione della banca come "molto ambiziosi". L'istituto di credito ora è "un'istituzione solida", ha aggiunto, ribadendo poi che pur rimanendo favorevole alla creazione di un "terzo polo bancario" in Italia, il risultato "non dipende da noi".  Da Siena a Trieste. Su Generali Meloni ha sottolineato "l'importanza strategica del risparmio nazionale" e che "sono risorse raccolte in Italia dai risparmiatori italiani. Per noi è importante che queste risorse possano essere investite per contribuire a rafforzare l'economia italiana in un circolo virtuoso positivo per tutti" ha aggiunto.  Immediata la reazione dell'opposizione. “Dichiarare a borse aperte che 'il ruolo del governo in Mps è finito' è sbagliato, direi quasi folle", ha commentato  il senatore del M5S Stefano Patuanelli. "Se davvero lo Stato esce, lo si fa con un piano chiaro, con tempi certi, con una strategia industriale. Non con una dichiarazione a Bloomberg mentre Piazza Affari è aperta - ha aggiunto  Qui non è questione di destra o sinistra. È questione di responsabilità istituzionale. Queste cose non sono un talk show. E il governo non può comunicare come se lo fosse”.