Quella di Meloni è una legge Acerbo edulcorata. Perché cambiare le regole proprio ora?

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di Serena PoliMentre il Paese dorme, il governo lavora col favore delle tenebre. Eppure sembra ieri: Giorgia Meloni, dai banchi dell’opposizione, urla contro Conte per il MES. Oggi le tenebre sono il momento ideale per partorire in tutta fretta lo Stabilicum. Ma voglio chiamarlo col suo vero nome: Benitellum.Siamo di fronte a una legge Acerbo edulcorata. Dopo anni di retorica contro i giochi di palazzo e dopo aver affermato che “chiunque dovesse proporre un sistema proporzionale si assumerebbe la responsabilità di essere nemico dell’Italia”, Meloni si appresta a far passare un proporzionale con un premio di maggioranza capace di trasformare una vittoria di misura in un dominio assoluto. Un meccanismo che non garantisce stabilità, ma esautora definitivamente il Parlamento e il voto popolare. Ricordiamo tutti quando Meloni, nel salotto di Vespa, urlava contro Renzi e l’Italicum, accusandolo di voler scippare la sovranità popolare. Oggi, con lo Stabilicum, firma lo stesso scippo che ieri denunciava, dimostrando che la coerenza è un lusso che ci si concede a parole e solo finché non si hanno le chiavi della stanza dei bottoni.Perché questa fretta? Perché cambiare le regole proprio ora?La risposta è nel nervosismo che trapela da Palazzo Chigi riguardo al referendum sulla magistratura. La macchina della propaganda si è inceppata: Meloni ha inizialmente cercato di sfilarsi per non associare il proprio destino politico all’esito della consultazione. “Non è un voto sul governo”, ripeteva. Ma poi ha perso il controllo: la bulimia comunicativa che la contraddistingue ha preso il sopravvento, trasformando ogni post, ogni video e ogni intervento in un bombardamento per il Sì. La sfida sulla giustizia è diventata, per sua stessa mano, un voto sul governo. La propaganda l’ha inghiottita, costringendola a metterci la faccia così tanto da non poter più fingere, domani, che quel voto non la riguardi.Ora Giorgia Meloni ha capito che il Paese potrebbe non seguirla e che il referendum rischia di diventare la sua Waterloo.Mentre molti analisti prevedono dimissioni in caso di vittoria del Sì, io credo sia più probabile che ciò avvenga in caso di vittoria del No. Non mi aspetto però le consuete grida al sabotaggio e al complotto, anzi: credo che Meloni coglierà l’occasione per indossare la maschera dell’onestà intellettuale, dichiarando con solennità di voler dare peso politico a un voto che lei stessa dichiarava non ne avesse. Una pelosa correttezza utile a rimettersi in piedi prima di trascinare il Paese a elezioni anticipate, blindate da una legge elettorale cucita su misura.Credo che il piano sarà in primis fingere di accettare la sconfitta onorevolmente, senza arroccarsi. Poi arriverà il discorso, che suonerà più o meno così: “Avevo detto che non mi sarei dimessa, ma per amore della verità e per rispetto verso il popolo di questa Nazione, non posso ignorare il segnale. Restituisco la parola agli elettori”… un atto di finta umiltà che nasconde il coltello tra i denti. Infine si andrà al voto prestissimo, col “Benitellum” e con un’opposizione che, colpevolmente, non ha ancora trovato una quadra su alcunché.Vincere le elezioni con quel premio di maggioranza significa avere i numeri per realizzare qualunque cosa e assicurarsi il Premierato, trasformando l’Italia in una democrazia di investitura dove il Parlamento diventa l’ufficio timbri del gran Capo.Lascio qui questo scritto come un vaticinio, un atto notarile a futura memoria. Spero di sbagliare, prego di sbagliare. Vorrei che il tempo rendesse queste righe ridicole e paranoiche. Ma se così non fosse, se tra qualche mese ci ritroveremo un paese che ha scambiato la rappresentanza con la stabilità di un regime, questo scritto sarà la mia personalissima cronaca di un disastro annunciato.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Quella di Meloni è una legge Acerbo edulcorata. Perché cambiare le regole proprio ora? proviene da Il Fatto Quotidiano.