Dalla diagnosi alla guarigione, Bianca Balti e la vita dopo il tumore

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In un mondo in guerra il sorriso luminoso di Bianca Balti, co-conduttrice della serata Cover del Festival di Sanremo 2026, non attenua la forza della sua testimonianza di resilienza contro il tumore. Ma, come ha raccontato lei stessa, la ‘vecchia Bianca’ non c’è più. “L’ultimo anno è stato il più duro. Dopo la fine della chemio ho vissuto il lutto per quella donna che non sono più. Una donna che non aveva paura di recidive, senza cicatrici che la spezzavano in due. Quando vedono che ti ricrescono i capelli ti dicono ‘Adesso stai bene’, invece inizia il periodo più difficile”, ha confidato in conferenza stampa all’Ariston. Un percorso su cui è tornata anche nel corso della serata Cover di ieri, raccontando tutta la sua voglia di vivere con leggerezza e sincerità.“Le parole di Bianca Balt mi hanno toccato profondamente, perché raccontano con verità il percorso che dalla diagnosi ci conduce, attraverso i momenti più duri della malattia e delle terapie, verso la guarigione. Un cammino che richiede una forza interiore che spesso scopriamo solo vivendo, e l’amore di chi ci accompagna tenendoci per mano”, dice a LaSalute di LaPresse Elisabetta Iannelli, segretaria generale della Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), che da anni convive con l’esperienza del tumore battendosi per i diritti dei pazienti oncologici.Un anno durissimo e la forza delle donne  “Adesso ne sto uscendo dopo un anno – ha detto Bianca Balti – È un lutto che si deve elaborare, quello di una vita e di una spensieratezza che non c’è più”. “La sto superando grazie alla comunità di donne accanto a me. Le chiavi sono la comunità e la sorellanza” ha continuato Bianca Balti. “Questa malattia mi ha fatto capire il dono di avere una piattaforma e la visibilità. Il fatto di vedere che non sei l’unica ha un potere grandissimo, la mente aiuta a curarsi, è potentissima”.E questo Iannelli lo sa bene. “È un percorso che chiede di elaborare il lutto per la salute perduta, di guardare al futuro con speranza per non lasciarci vincere dalla paura, di affidarci alla forza della vita che continua a scorrere, anche quando tutto sembra fermarsi.  Dopo un tumore – riflette – non siamo più le stesse persone: siamo nuove, diverse, rinate. E questa rinascita è possibile solo quando ci sentiamo sostenuti e accolti tra le braccia di chi ci vuole davvero bene”.Il potere della mente e la gioia di vivereBianca Balti, “con la sua autenticità luminosa, non solo comunica gioia di vivere: lei è gioia di vivere. La sua testimonianza dà coraggio a chi sta ancora attraversando la tempesta e ricorda a tutti che la vita, anche quando cambia forma, può tornare a brillare”, assicura Iannelli. Proprio come i capelli di Bianca, tornati come una corona sul capo della modella dopo la fine della chemio. Sono “ricresciuti più spessi e molto più ricci di quanto lo fossero mai stati. Sono selvaggi, piuttosto ingestibili, e li amo più di quanto riesca a spiegare. Questi sono i miei capelli adorabili e resilienti. Mi ricordano ogni giorno che il mio corpo è sopravvissuto”, aveva raccontato qualche tempo fa una delle più note modelle della sua generazione.Questo articolo Dalla diagnosi alla guarigione, Bianca Balti e la vita dopo il tumore proviene da LaPresse