Se dalle parti di Maranello sono tutti indaffarati sull’arrivo di Luce, la prima elettrica della Ferrari in rampa di lancio nelle prossime settimane, gli eterni rivali della Lamborghini hanno deciso di rimandare l’arrivo della loro prima auto a batteria a data da destinarsi. Motivo? I clienti Lamborghini non hanno alcun tipo di interesse per un veicolo 100% elettrico.Un concetto chiarito direttamente dal numero uno della Casa di Sant’Agata Bolognese, Stephan Winkelmann, che in un’intervista all’inglese Sunday Times ha ribadito che chi compra una Lamborghini cerca motori termici da 8 o 12 cilindri (e relativo sound), mentre le richieste per una Lambo elettrica sono praticamente pari a zero. Anche la prossima generazione del suv Urus, inizialmente ipotizzata come elettrica, manterrà un motore a combustione supportato da tecnologia ibrida. “Non potevamo rischiare”, ha commentato il Ceo. Specie dopo il bagno di sangue visto in casa Porsche con le nuove Cayenne e Macan elettriche, il cui insuccesso commerciale sta spingendo il brand tedesco a cancellare di sana pianta l’arrivo di altri modelli sportivi elettrici.Eppure Lamborghini ci aveva provato a introdurre il “tema” dell’elettrico con la sua clientela, presentando nel 2023 la concept Lanzador, primo prototipo di un toro a elettroni. La suddetta crossover sarebbe dovuta arrivare nel 2028, ma è stata prima posticipata e, ora, del tutto cancellata dai programmi dell’azienda per le motivazioni di cui sopra (complice anche l’allentamento delle norme ambientali da parte dell’UE).Al suo posto dovrebbe arrivare un nuovo modello, il quarto della marca, che avrà molto probabilmente meccanica ibrida plug-in (ovvero ricaricabile anche da una fonte di corrente esterna e in grado di marciare per qualche decina di chilometri a trazione elettrica), ritenuta come il giusto compromesso fra l’elettrificazione e la “visceralità” che si aspetta un cliente Lamborghini. “Le ibride plug-in offrono il meglio dei due mondi: l’agilità e la spinta istantanea dell’elettrico unite all’emozione e alla potenza del motore a combustione”, dice Winkelmann, specificando che la strategia di Lamborghini fino al 2030 si concentrerà sul completamento della gamma ibrida, che include già la Revuelto, la Temerario e la Urus SE.“Fare investimenti pesanti nello sviluppo di auto elettriche quando il mercato e la base clienti non sono pronti – ha affermato Winkelmann – sarebbe un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti e dei clienti oltre che dei nostri dipendenti e delle loro famiglie”. Una considerazione che sembra quasi una pietra tombale sulla possibilità di vedere una Lambo 100% elettrica nel breve ma anche nel medio-lungo termine. Anche perché, aggiunge Winkelmann, le elettriche non riescono a ricalcare quella “connessione emotiva” che si crea a bordo di una sportiva termica, per quanto ibridizzata.La ritirata della Lamborghini dalla corsa all’auto elettrica riflette un trend più ampio nel settore dell’automotive di lusso, dove i collezionisti e gli appassionati continuano a preferire il coinvolgimento sensoriale, in particolare il suono e la connessione meccanica, rispetto alle prestazioni pure e silenziose dei motori elettrici. A Maranello sono avvertiti…L'articolo Lamborghini, addio supercar elettrica. L’ad Winkelmann: “I nostri clienti non la vogliono” proviene da Il Fatto Quotidiano.