Sayf, nome d’arte di Adam Viacava, è uno degli esordienti più promettenti di Sanremo 2026. Il suo nome può essere diventato familiare alle orecchie di molti durante la scorsa estate, quando è stata protagonista insieme a Rkomi e Marco Mengoni del brano “Sto bene al mare”. Classe 1999, Sayf, che ha debuttato ufficialmente con il suo primo EP solo lo scorso anno, si iscrive a pieno nella nuova scena cantautorale genovese, anche se il tuo stile propriamente è il rap. Non mancano nella sua musica le contaminazioni del jazz e a questo si lega a una particolarità: l’utilizzo della tromba, strumento che il rapper suona fin dalle scuole medie. Fra i suoi riferimenti musicali c’è anche Fabrizio Di Andrè, artista che gli veniva fatto ascoltare dal padre. La sua canzone preferita tra quelle di Faber è “Ho vista Nina volare”, brano contenuto nel suo ultimo disco, “Anime salve”.La scorsa estate a Genova ha organizzato tre serate di musica live con il titolo di “Santissima Fest” presso il Porto Antico. Le origini di Sayf si dividono tra Italia e Tunisia, terra da cui proviene la madre, con cui è principalmente cresciuto. Viacava continua ad abitare in Liguria, precisamente a Rapallo, e per ora non ha intenzione di trasferirsi a Milano, da sempre considerata il cuore dell’industria musicale italiana. “Se stessi a Milano probabilmente adotterei una mentalità che non mi piace” ha spiegato nel corso di un’intervista a “Esquire”.Crescendo prevalentemente con la madre, il giovane cantante ha assorbito alcuni precetti dell’Islam, nonostante non si consideri praticante di nessuna religione. Pratica il ramadan e non mangia carne di maiale. “Ho una vita spirituale, prego, ma poiché il rapporto con la fede è sempre una cosa molto personale preferisco non rinchiudermi in un’etichetta e mi ritengo un peccatore per entrambe le religioni” ha spiegato in un recente incontro con i giornalisti, facendo dunque riferimento anche al cristianesimo.L'articolo Sanremo 2026, chi è Sayf (e dove l’avete già sentito): “Prego, ma mi ritengo un peccatore. Se vivessi a Milano avrei una mentalità che non mi piace” proviene da Il Fatto Quotidiano.