L’imprenditore caseario Theo Müller, il ‘re dello yogurt’, ha perso il ricorso d’urgenza con cui chiedeva di vietare all’organizzazione Campact di definirlo sostenitore delll’ultradestra tedesca di Alternative für Deutschland (AfD). Lo ha reso noto il Tribunale di Amburgo. La decisione non è ancora definitiva, ma Müller ha già fatto sapere che non intende intraprendere ulteriori azioni legali. Al centro della controversia c’è uno slogan diffuso da Campact su alcuni manifesti: “Il fondatore del gruppo Theo Müller sostiene l’estrema destra AfD”La sentenzaSecondo il tribunale, la frase non lede i diritti della personalità dell’imprenditore e rientra nella libertà di opinione. La decisione è stata presa senza udienza orale. Determinante è stata l’interpretazione del termine ‘sostegno’. La tesi di Müller e del suo legale – secondo cui il sostegno presupporrebbe donazioni o altre “azioni concrete” a favore dell’AfD – è stata giudicata giuridicamente troppo restrittiva. Per i giudici è sufficiente che la persona definita sostenitore manifesti verso il partito “un atteggiamento interiore non ostile”, a maggior ragione se tale posizione viene espressa pubblicamente. Il legale di Müller ha criticato la decisione, ribadendo che il suo assistito non è membro dell’AfD né intende diventarlo, e che non ha mai effettuato donazioni o contributi finanziari al partito.Decisiva un’intervista a MüllerIl tribunale ha richiamato un‘intervista rilasciata da Müller nel 2024 alla Neue Zürcher Zeitung (Nzz), nella quale l’imprenditore affermava di non condividere “alcuni punti” del programma AfD. Alla domanda se si considerasse un osservatore interessato o un simpatizzante del partito, aveva risposto: “Qualcosa nel mezzo”. Secondo la sezione civile competente, non vi sarebbe stata “alcuna presa di distanza netta” dall’AfD. Nell’intervista Müller aveva anche sottolineato di essere membro dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera da trent’anni. A favore della natura di opinione ha pesato anche il contesto complessivo della dichiarazione contestata, inserita – secondo il tribunale – in una “critica satirica” all’imprenditore. Campact aveva infatti giocato su noti slogan pubblicitari dell’azienda, con formule come “Tutto AfD o cosa?”. Molkereiunternehmer Theo Müller scheitert mit Antrag gegen AfD-Vorwurf https://t.co/meQH6tWrEe pic.twitter.com/qEwX7k8HbP— WELT (@welt) February 24, 2026Müller: “Devo accettare questa decisione”In una nota, Müller ha dichiarato: “Viviamo in uno Stato di diritto (grazie a Dio) e dobbiamo accettare questa decisione“. L’imprenditore ha aggiunto di voler tornare a concentrarsi pienamente sull’attività aziendale. Campact ha commentato che il tribunale ha respinto il tentativo di “mettere a tacere le voci della società civile attraverso azioni legali”. Il gruppo lattiero-caseario Theo Müller conta, secondo il sito aziendale, circa 35mila dipendenti e nel 2025 ha registrato un fatturato preliminare di 10,4 miliardi di euro. La holding ha sede in Lussemburgo.Questo articolo Müller, il ‘re dello yogurt’, perde ricorso: può essere definito un sostenitore dell’AfD proviene da LaPresse