Bersagliato di insulti e minacce alla famiglia, anche Di Gregorio disattiva i commenti sui social. Chi sarà il prossimo?

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Ormai è sempre la solita storia. Prima tutti ce l’avevano con Alessandro Bastoni per la simulazione contro Kalulu, ora tocca a Michele Di Gregorio per le sue prestazioni negative con la Juventus. “Mandatelo via”; “Basta, ogni partita un gol regalato all’avversario”; “Mettete Perin fino al termine della stagione e poi si intervenga sul mercato”, sono alcuni dei messaggi riportabili che gli sono stati rivolti. Dopo la partita persa contro il Como per 0-2, i tifosi bianconeri si sono concentrati più sugli errori del portiere che sul risultato finale (e su una classifica che ora deve far riflettere). Alcuni sfottò o semplici meme, come prevedibile, hanno superato il limite. Dopo insulti e minacce alla famiglia, Di Gregorio ha deciso di disattivare i commenti su Instagram. Anche durante il riscaldamento allo Stadium, alcuni sugli spalti gli avevano dato dell’interista (dato il suo passato nelle giovanili del club nerazzurro). Non solo i tifosi avversari. Ora anche quelli “di casa” si sono riservati il diritto di non tollerare un loro calciatore insultandolo pesantemente e pubblicamente. Siamo davvero arrivati a un punto di non ritorno?Non è solo colpa di Di GregorioSe consideriamo il campionato, la Champions League e la Coppa Italia, in questa stagione la Juventus ha subito 18 gol al primo tiro in porta. Analizzando quelle che sono le statistiche di Di Gregorio, il portiere bianconero registra una percentuale di parate del 56% sui tiri dentro l’area di rigore e dell’84% su quelli provenienti da fuori area. Risultato? 20esimo e 14esimo posto tra i portieri della Serie A. Insomma, tutti dati che confermano un periodo negativo. Il portiere italiano, però, non è il primo e unico colpevole. Perché le uniche vere (e pesanti) “papere” fatte sono state contro il Borussia Dortmund in Champions League e nelle ultime gare di Serie A proprio contro Inter e Como. Spalletti lo sa, e anche in conferenza stampa dopo la sconfitta casalinga contro il Como era stato chiaro: “È un momento di difficoltà, ma non solo per lui. È un discorso che vale per tutta la squadra”.Insulti e minacce: gli altri casiBastoni e Di Gregorio sono solo gli ultimi due casi di almeno una decina di calciatori che per vari motivi hanno dovuto dare un limite all’odio sui social con decisioni drastiche. Si passa dagli insulti razzisti alle offese per l’orientamento sessuale fino alle idee politiche. Qualche mese fa Pedro aveva condiviso una foto di famiglia per festeggiare il compleanno del figlio Marc (di appena 8 anni). Il bambino indossava un costume intero e una coroncina: un dettaglio che aveva scatenato insulti omofobi e volgari da parte di alcuni utenti. Lo spagnolo aveva così deciso di limitare i commenti. Insultato e preso di mira con offese razziste, Moise Kean aveva deciso di agire in modo differente sui social. Al termine di Inter-Fiorentina della scorsa stagione, l’attaccante viola aveva infatti condiviso nomi e cognomi degli autori degli insulti. Più recente, invece, è stata la denuncia sui social di Kelly. Dopo la gara persa per 5-2 contro il Galatasaray (anche a causa di un suo errore), un utente aveva commentato il suo post così: “Torna allo zoo”. La risposta del difensore della Juventus non è di certo mancata: “Le critiche fanno parte della vita e anche dello sport, e le ho sempre accettate. Ognuno ha diritto alla propria opinione. Ma questo non lo accetterò. Le parole e le azioni hanno un significato e anche delle conseguenze”.Insulti, minacce alla famiglia e stress gratuito stanno diventando un problema incontrollabile. I social network sono diventati un ostacolo per i calciatori. Così ora Di Gregorio sta vivendo la settimana peggiore della sua carriera. In attesa di provvedimenti seri non resta che domandarci, chi sarà il prossimo?L'articolo Bersagliato di insulti e minacce alla famiglia, anche Di Gregorio disattiva i commenti sui social. Chi sarà il prossimo? proviene da Il Fatto Quotidiano.