Il tenente colonnello Antonio Tejero, che guidò il tentato colpo di Stato in Spagna del 23 febbraio 1981, è morto all’età di 93 anni. Lo ha annunciato l’avvocato della famiglia, Luis Felipe Utrera Molina, secondo quanto riporta El Paìs.La notizia è arrivata proprio nel giorno in cui sono stati desecretati e pubblicati i documenti relativi al tentato golpe di 45 anni fa.Tejero, al comando di circa 200 membri della Guardia Civil, prese d’assalto il Congresso dei deputati, dove si stava svolgendo l’investitura di Leopoldo Calvo-Sotelo come nuovo presidente. Il tenente colonnello irruppe nell’aula brandendo una pistola e gridando la nota frase passata alla storia: ‘íQuieto todo el mundo!’. Il golpe fallì e Tejero si consegnò alle 10 del mattino del 24 febbraio. Due anni dopo fu condannato a 30 anni di carcere. Il tenente colonnello era da mesi in fin di vita. A ottobre El Mundo aveva dato la notizia della sua morte, poi smentita dai familiari, che avevano parlato di “condizioni critiche”.Il golpe fallito perché ‘lasciato libero il Borbone’Il fallimento del tentato colpo di Stato del 23 febbraio 1981 in Spagna fu attribuito dai golpisti al fatto di “aver lasciato libero il Borbone”, ovvero il re Juan Carlos I e di averlo trattato “come fosse un gentiluomo”. E’ quanto si evince da un manoscritto, di cui non si conosce l’autore, che è stato pubblicato insieme agli altri documenti declassificati relativi al 23F nel 45esimo anniversario dal tentato colpo di Stato. Nel documento vengono analizzati gli “errori” commessi e ciò che occorre correggere in vista di “azioni successive”. Nel manoscritto si afferma poi che Juan Carlos I continuerà nel suo “tentativo suicida” di cercare un governo con i socialisti. “È quindi un obiettivo da combattere e annullare”, si afferma nel testo.Rispetto al ruolo di Juan Carlos I durante il tentato golpe del 1981 è emerso poi, dagli archivi del ministero della Difesa, un altro documento che riporta nel dettaglio la conversazione avuta dal re con il tenente generale Milans del Bosch all’1:20 del 24 febbraio. Juan Carlos chiamò il militare che si era ribellato a Valencia per dargli “ordini” e gli disse di ritirare le truppe. Il re si impegnò quindi a “mantenere l’ordine costituzionale nel rispetto della legalità vigente”, e assicurò che qualsiasi colpo di Stato non potesse “nascondersi dietro” il monarca. “Giuro che non abdicherò né abbandonerò la Spagna. Chi si ribella è disposto a provocare una nuova guerra civile e ne sarà responsabile”, disse allora il monarca. Milans rispose al re che avrebbe eseguito gli ordini, avvertendolo però del fatto che il tenente colonnello della Guardia Civil Antonio Tejero, non gli obbediva più.Dai documenti desecretati sono emersi altri dettagli relativi al tentato golpe. Si evince che dopo il fallimento del colpo di Stato si stava progettando un’altra “azione violenta” prima delle elezioni generali del 28 ottobre 1982. Un documento dei servizi segreti rivela poi dei colloqui riservati e segreti Juan Carlos con alcuni golpisti. L’emerito, secondo questo documento avrebbe incontrato Milans del Bosch con l’obiettivo di garantire che “la Corona non uscisse danneggiata dal processo” giudiziario relativo al golpe. E’ emerso poi che i militari che occuparono la radio tv spagnola Rtve avevano l’ordine di “sparare per uccidere”.Questo articolo Spagna, morto il tenente colonnello Tejero: guidò il tentato golpe del 1981 proviene da LaPresse