C’è un luogo, alle porte di Roma, dove il golf non è soltanto sport ma identità, orgoglio e visione.È Guidonia Montecelio, casa del Marco Simone Golf & Country Club, il tempio che ha ospitato l’ultima edizione europea della Ryder Cup. Un palcoscenico mondiale che ha consacrato questo territorio come capitale del golf internazionale, portando sotto i riflettori del mondo un campo capace di esaltare tecnica, strategia e spettacolo.Proprio qui, ieri, martedì 24 febbraio, si è disputata la Pro Am organizzata dalla APGL, trasformando ancora una volta Guidonia nella casa del grande golf. Ben 28 squadre, per un totale di 140 giocatori, hanno animato una giornata baciata dal sole.Le richieste di iscrizione sono state così numerose da costringere l’organizzazione a limitare i partecipanti, così da garantire fluidità di gioco e qualità tecnica: una scelta che ha premiato lo rendendo la competizione ancora più avvincente.Il campo, preparato in modo impeccabile, si è presentato in condizioni eccellenti.Fairway curati, green decisamente veloci e pendenze insidiose hanno reso ogni buca una sfida: il Marco Simone è un percorso che non perdona errori e lascia margini minimi di recupero.Qui ogni colpo va pensato, costruito, meritato.Qui si respira ancora l’atmosfera della Ryder Cup.Tra le squadre presenti spiccava la partecipazione di professionisti che al Marco Simone affondano le proprie radici sportive e umane. In campo i PRO Pietrobono Stefano e Gianluca, cresciuti golfisticamente proprio su questo tracciato guidoniano, autentici interpreti della storia del club.Presente anche il PRO Pierluigi Colonna, profondo conoscitore del percorso e volto noto al grande pubblico come commentatore RAI nelle passate edizioni dell’Open d’Italia di Golf. La loro presenza ha aggiunto ulteriore prestigio e valore tecnico a una competizione già di altissimo livello.La partenza, inizialmente prevista per le 9:30, è slittata alle 10:00.Un piccolo contrattempo trasformato in opportunità: qualcuno ha rifinito il gesto tecnico al campo pratica, altri si sono concessi una colazione al sole davanti alla club house.Perché al Marco Simone anche l’attesa diventa parte dell’esperienza.Dopo 18 buche combattute, la classifica ha premiato talento e determinazione.Il 1° posto Lordo è andato al Team capitanato da Simone De Lorenzo, sceso in campo con una formazione “in rosa” composta da tre lady.Tra loro ha brillato Elena Lardone, protagonista anche nei premi speciali con la conquista del Driving Contest Femminile.Nella classifica Netto, il secondo posto è stato conquistato da Tommaso Antoci, autore di una performance lucida e concreta, capace di gestire con freddezza un campo che ha messo a dura prova concentrazione e nervi per tutte le 18 buche.Al secondo posto Netto si è classificato il Team PRO AM capitanato dal PRO Fabio Paolozzi insieme al guidoniano Alessandro Massimiani, al debutto in questa nuova configurazione arricchita dall’ingresso di Marco Boemio, prezioso collante del gruppo e profondo conoscitore di percorsi di golf stranieri.Il team, completato da Antonio Patador Asciore determinante sui green del Marco Simone con letture precise e mano ferma nei momenti chiave e dall’ex Presidente del C.O.N.I. per la Federazione Italiana Ciclismo Antonio Pirone, membro storico e anima carismatica del Team Paolozzi, ha sfiorato il vertice della classifica.Determinante, purtroppo, il bogey alla buca 17 un singolo colpo che ha “bruciato” un punto preziosissimo su uno score fino a quel momento eccellente e che avrebbe consentito al team di conquistare il primo posto Netto.Un episodio che racconta perfettamente la tensione vissuta sul campo al Marco Simone basta una minima sbavatura per cambiare il destino di una gara.Chiude il podio al terzo posto Netto Severa P, protagonista di una prova regolare e costruita con intelligenza tattica.La competizione è stata caratterizzata da un’intensità palpabile.L’elevato livello tecnico e la complessità del tracciato hanno provato duramente i giocatori, diversi gruppi hanno pagato errori di lettura del campo, sottovalutando pendenze e velocità dei green che, come da tradizione del Marco Simone, non concedono interpretazioni superficiali.La tensione è stata tale che alcuni giocatori e PRO, pur avendo conquistato premi speciali come il Nearest to the Pin, hanno lasciato il circolo quasi immediatamente dopo aver concluso le 18 buche, segno di quanto la gara sia stata mentalmente ed emotivamente impegnativa.È stata una classifica combattuta fino all’ultimo putt, decisa da dettagli minimi, in perfetto stile Marco Simone, un campo che seleziona, pretende rispetto e premia solo chi mantiene lucidità fino all’ultima bandiera.Ma oltre ai risultati, ciò che resta è il senso di appartenenza. Guidonia non è soltanto il luogo che ha ospitato la Ryder Cup è la casa di un movimento, di una tradizione, di una comunità che vive il golf come espressione di crescita e orgoglio territoriale.E proprio in questa direzione si muove l’organizzazione, che con il supporto di alcuni PRO e giocatori sta lavorando per aprire sempre più queste competizioni alla cittadinanza.L’obiettivo è portare le persone a bordo campo, al fianco dei team, con meno “restrizioni” rispetto ai grandi eventi internazionali, per permettere a famiglie, giovani e appassionati di vivere il golf da vicino.Un modo concreto per avvicinare il territorio a questo sport, renderlo più accessibile, più condiviso, più sentito.Ogni evento disputato al Marco Simone rafforza il legame tra campo e città.La Pro Am APGL è stata molto più di una gara è stata la celebrazione di un territorio che continua a scrivere pagine importanti del golf italiano, nel segno dell’eccellenza, della partecipazione e della passioneL'articolo Guidonia, casa del grande golf: la Pro Am APGL illumina il Marco Simone proviene da Tiburno Tv.