“Regime change in Ucraina? Ecco perché la Russia non può finirla alla maniera USA” | Giorgio Bianchi

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Nella giornata di ieri, 24 febbraio, in Ucraina si sono tenute cerimonie in ricordo dei caduti in molte città (Kiev, Bucha, Chernihiv), con deposizioni di fiori nei cimiteri, momenti di silenzio nazionale e celebrazioni varie. Presenti anche le élite occidentali: dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, passando per i primi ministri di molti Paesi per finire a Carlo Calenda. Mentre gli edifici di Stato delle nazioni europee si coloravano della bandiera ucraina, la Russia ha fatto sapere che secondo fonti di intelligence, Francia e Regno Unito starebbero pensando di fornire a Kiev equipaggiamenti nucleari. “Probabilmente sanno già come potrà finire”, ha commentato il presidente russo Vladimir Putin. La smentita (prevedibile) dei Paesi interessati è arrivata alcune ore dopo. “La comunità internazionale – dice il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme – non permette alla Russia di fare in Ucraina quello che permette a Israele di fare in Palestina“. Una analisi, secondo il reporter Giorgio Bianchi – che ha maturato lunga esperienza sul campo del conflitto sin dai fatti dei Euromaidan – che descrive il “nuovo ruolo dell’egemone”. “In questo senso – ci spiega in diretta a Un Giorno Speciale – si vede la differenza tra l’egemone, gli Stati Uniti, e tutti i suoi satelliti, accoliti e quant’altro, tra cui c’è anche Israele, che appunto la Russia non può chiudere la guerra alla maniera degli Stati Uniti o di Israele“. La sindrome d’Afghanistan dei russiGli equilibri sul campo intanto si stabilizzano, portando ai russi, secondo Giorgio Bianchi, la “sindrome d’Afghanistan“. “Allo stato attuale io mi sento di parlare di vittoria tattica e di sconfitta strategica. Necessariamente si dovrà arrivare ad un accordo. Io penso che i russi comincino un po’ a soffrire dalla sindrome d’Afghanistan. Insomma, se si parla con gli esperti si può dire che una delle cause del collasso dell’Unione Sovietica è stato l’Afghanistan, una delle tante cause. E oggi in molti ambienti russi secondo me si comincia a pensare di essersi impantanati un po’ in questo conflitto, che l’Ucraina non collasserà“.Ascolta l’analisi integrale.The post “Regime change in Ucraina? Ecco perché la Russia non può finirla alla maniera USA” | Giorgio Bianchi appeared first on Radio Radio.