È ufficialmente partita per l’Ucraina, in pompa magna, una delegazione del partito ultraliberista e ultra-atlantista di Carlo Calenda, partito noto con il nome di Azione. Ovviamente il tatuato dei Parioli ha tappezzato a tambur battente le pagine social di immagini che ritraggono lui e l’armata Brancaleone di accompagnamento in partenza per le lande ucraine.Non si vedono tuttavia, a onor del vero, divise e armi, baionette e fucili, usberghi e mitra. Strano, in effetti, se si considera lo zelo del tatuato dei Parioli, sempre pronto a tuonare contro la Russia di Putin e a zittire in maniera insolente, come nemici della patria, quanti osino mettere in discussione la narrazione egemonica.Narrazione egemonica secondo cui la Russia di Putin è il nostro nemico ed è altresì in procinto di invadere l’Europa. Sorge quasi il sospetto che, non sia mai, l’operazione sia soltanto una grande trovata mediatica per attirare eventuali consensi al partitino del Calenda. Cosa, peraltro, piuttosto difficile, se si considera attentamente che larga parte degli italiani non condivide né poco né punto questo zelo bellicista, né la vicinanza alle ragioni — irragionevoli — del guitto di Kiev, l’attore nato con la N maiuscola, prodotto in vitro di Washington, se non di Hollywood.Calenda non l’ha capito: in Ucraina è la guerra dell’Occidente contro la RussiaPurtroppo Calenda non sa, o non vuole sapere, che questa non è la guerra della Russia contro l’Ucraina, come sempre ripetono i propagandisti ufficiali, i monopolisti del discorso, i sedicenti sacerdoti del consenso.Quella in corso, infatti, è la guerra che l’Occidente a stelle e strisce sta muovendo alla Russia di Putin, colpevole, agli occhi della civiltà occidentale, di non genuflettersi all’ordine mondiale a stelle e strisce. Guerra che procede da Occidente verso la Russia utilizzando il guitto di Kiev come semplice marionetta e come mera testa d’ariete.Calenda, purtroppo, non ne ha contezza e quindi, come un novello Miles Gloriosus plautino, parte baldanzoso alla volta dell’Ucraina con il suo manipolo di uomini e donne di accompagnamento. Una sorta di batracomiomachia a tutti gli effetti.Rispettiamo, sia chiaro, le decisioni e le scelte di tutti. Ognuno può credere in ciò che vuole e può mettersi in movimento per le cause che ritiene più opportune. Ognuno ha la libertà di scegliere, naturalmente.La cosa più grave della vicenda, comunque, credo debba essere ravvisata nel fatto che l’armata Brancaleone dei Parioli partita per Kiev ha con sé, con ogni probabilità, anche il biglietto del ritorno.The post Calenda e l’armata Brancaleone dei Parioli: propaganda in pompa magna verso l’Ucraina appeared first on Radio Radio.