Roma – Una maxi truffa all’INPS è stata scoperta ai Castelli Romani, con un presunto sistema “chiavi in mano” che consentiva a numerose persone di ottenere indennità di accompagnamento e altri benefici previdenziali attraverso certificati medici falsi e compiacenti. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Velletri, ha portato alla luce una rete organizzata che, secondo gli investigatori, avrebbe sottratto ingenti somme di denaro alle casse dello Stato. Indagini e dinamiche della truffaSecondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, il meccanismo prevedeva la creazione di certificati medici falsi, redatti da professionisti sanitari compiacenti e utilizzati per ottenere indebitamente indennità di accompagnamento, assegni di invalidità o altre prestazioni riconosciute dall’INPS. Le persone coinvolte, una volta ottenuti i benefici, incassavano somme che in realtà non spettavano loro, causando un danno stimato in oltre 200 mila euro al sistema previdenziale pubblico. Le indagini della Guardia di Finanza hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 21 persone, tra cui alcuni medici e soggetti ritenuti coinvolti nella predisposizione e nell’utilizzo dei documenti falsificati. In tre casi, sono state anche disposte misure cautelari con arresti domiciliari nei confronti di chi, secondo gli inquirenti, aveva un ruolo centrale nell’organizzazione. Sistema “chiavi in mano” e ruoliLe accuse a carico degli indagati comprendono associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione e falso ideologico in atto pubblico. Il gruppo avrebbe fornito assistenza ai beneficiari sin dall’inizio, offrendo un “pacchetto completo” che andava dalla predisposizione dei certificati all’accompagnamento alle visite mediche davanti alle commissioni competenti. In alcuni casi, le certificazioni sarebbero state presentate senza che fossero state effettivamente riscontrate le condizioni di grave invalidità dichiarate nei documenti, e le somme percepite venivano poi ripartite tra i soggetti coinvolti nell’organizzazione.Implicazioni e reazioniIl caso ha suscitato forte clamore non solo per la portata economica del danno al sistema previdenziale, ma anche per il coinvolgimento di professionisti sanitari e intermediari nei meccanismi fraudolenti. Le autorità giudiziarie e fiscali stanno ora approfondendo tutte le posizioni e acquisendo ulteriori elementi di prova per definire i ruoli di ciascun indagato e valutare la possibile estensione di reati e responsabilità.L’inchiesta prosegue, con ulteriori verifiche sulle procedure adottate e sul materiale documentale sequestrato, al fine di smantellare definitivamente ogni possibile derivazione criminale.