Sanremo 2026, Pausini chiude il suo Festival: “Sempre giudicata, forse ora mi vorrete più bene”

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Almeno per i giornalisti, il Sanremo 2026 di Laura Pausini si chiude con un affettuoso abbraccio a Carlo Conti dopo un coast to coast dalla sala ‘Lucio Dalla’ dove inizia la sua ultima conferenza al Festival e la Roof dove ad attenderla c’era chi l’ha voluta e ha scommesso sulla sua persona e non solo sulla sua voce. “Ti voglio bene“, dice Pausini avvolgendo tra le sue braccia Carlo Conti in un moto di umanità che evidentemente non è riuscita a trasmettere alla totalità degli italiani in questa cinque giorni festivaliera. “Per me è la settimana santa”, ripete, “il premio più importante tra i tanti che ho vinto in carriera”, anche se poi il vero lato umano che Laura riesce a trasferire ai giornalisti è quando, come un diesel che carbura (così come dal martedì è stato fino all’ultima serata), allenta l’autotensione accumulata e alleggerisce le aspettative su se stessa. La commozione dell’artistaCosì accade di vederla commuoversi quando ammette che la co-conduzione del Festival “mi ha fatto avvicinare ad alcuni di voi in maniera diversa. Passare tanto tempo fuori dall’Italia per lavoro non mi ha aiutata tanto, come dire, a farmi volere un po’ più bene. Nonostante qualche ruga in più non sono poi cambiata più di tanto. Non ho letto molto i social ma mi hanno riferito che in questo Sanremo ho avuto molto rispetto“. Il motore inizia a carburare, con la cantante che ne ha di sassolini da togliersi dalle scarpe. E invece si trova costretta a difendersi da ogni attacco esterno, come sulle critiche relative ai messaggi di pace: “Finché per voi sarò solo una cantante italiana che va in Sud America e non una che utilizza la propria voce per dire le cose nel modo in cui mi esprimo non vi basterà mai“, nota con amarezza. “Vivo costantemente giudicata”“Vivo costantemente giudicata, perché devo mettermi già l’ansia addosso quando esco costantemente con i dischi, nonostante subisca anche lì”, sottolinea Pausini, senza mai nascondere questo suo tallone d’Achille in una carriera costellata di riconoscimenti molti dei quali fuori dall’Italia. Che però anche stavolta Sanremo si trasformi come un Re Mida in oro? Si vedrà, ma intanto Laura è ormai rodata e abituata a giocare con le accuse e le antipatie e non si tira indietro su un’eventuale seconda chance, magari con più responsabilità in futuro: “È stata una sfida, l’ho accettata perché mi è stata proposta da Carlo Conti. E sento già che mi manca. Se condurrei il Festival? Io non sono in grado ancora, dico ‘ancora’ perché ho sempre detto che non avrei mai condotto ma dopo questa esperienza condurrei sempre”, ammette Laura Pausini caldeggiando pure altri nomi al femminile. “Elisa? Se le piace, sarebbe una persona importante nella scelta delle nuove canzoni del futuro. Che sia una donna o un uomo deve essere una persona capace”. E lì applausi. “‘Porca vacca’ la ripeto spesso quando sbaglio – confessa – o vedo qualcosa che mi eccita molto”. Sensazioni che in un senso o nell’altro deve aver provato anche la sera prima quando Gianluca Grignani ha lanciato nuovi strali chiedendo il suo numero per quella cover contesa ‘La mia storia tra le dita’: “Gianluca ce l’ha già il mio numero, perché non l’ho mai cambiato. Aspetto quello che vuole”, sorride Laura. Ma è un sorriso amaro, come quello che si lascia dietro un Festival che probabilmente non è riuscito a capirla nel profondo: “Io faccio la cantante – conclude – canto le canzoni e cerco di fare del mio meglio”.Questo articolo Sanremo 2026, Pausini chiude il suo Festival: “Sempre giudicata, forse ora mi vorrete più bene” proviene da LaPresse