I rapporti tra Iran, Israele e Usa dalla rivoluzione islamica del 1979 in poi sono stati segnati da costanti tensioni, fino all’escalation negli anni più recenti, in particolare dopo l’attacco di Hamas, sostenuto da Teheran, del 7 ottobre 2023. Di seguito un excursus delle principali tappe.Rapporti Israele-Iran-Usa: tutte le tappe dal 1967 a oggi1967 – L’Iran entra in possesso del suo primo reattore di ricerca, quello di Teheran, nell’ambito del programma americano ‘Atomi per la pace’.1979 – Lo scià Mohammad Reza Pahlavi, gravemente malato, fugge dall’Iran mentre crescono le proteste popolari contro di lui. Pahlavi manteneva legami economici e di sicurezza con Israele. L’ayatollah torna a Teheran dopo anni di esilio e la rivoluzione islamica lo porta al potere. Gli studenti occupano l’ambasciata degli Stati Uniti a Teheran, dando inizio alla crisi degli ostaggi, durata 444 giorni. Il programma nucleare iraniano viene sospeso sotto la pressione internazionale. La nuova teocrazia iraniana identifica Israele come il nemico principale.2002 – I servizi segreti occidentali e un gruppo di opposizione iraniano rivelano l’esistenza dell’impianto segreto di arricchimento di uranio di Natanz.2003 – Regno Unito, Francia e Germania avviano negoziati con l’Iran sul nucleare.2003 – L’Iran sospende l’arricchimento dell’uranio.2006 – L’Iran annuncia che riprenderà l’arricchimento dell’uranio dopo l’elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad, sostenitore della linea dura. Gran Bretagna, Francia e Germania abbandonano i negoziati in fase di stallo.2009 – Le controverse elezioni presidenziali iraniane vedono la rielezione di Ahmadinejad, nonostante le accuse di brogli, scatenando le proteste del Movimento Verde e una violenta repressione da parte del governo.2009 – Sotto la presidenza di Barack Obama, gli Stati Uniti e l’Iran aprono un canale segreto per lo scambio di messaggi nel sultanato dell’Oman.2010 – Viene scoperto il virus informatico Stuxnet, che molti ritengono essere una creazione congiunta di Stati Uniti e Israele. Il virus ha danneggiato e distrutto diverse centrifughe iraniane.2015 – Le potenze mondiali e l’Iran annunciano un accordo sul nucleare di lungo termine, JCPOA (Joint Comprehensive Plan Of Action), che limita l’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran, in cambio della revoca delle sanzioni economiche.2018 – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che Israele ha ottenuto decine di migliaia di pagine di dati che dimostrano che l’Iran ha nascosto il suo programma nucleare prima di firmare un accordo con le potenze mondiali nel 2015. Un ex capo del Mossad conferma che le informazioni sono state ottenute da più di una dozzina di agenti non israeliani da casseforti a Teheran nel 2018. Il presidente Usa, Donald Trump, si ritira unilateralmente dall’accordo sul nucleare iraniano JCPOA.2020 – I presunti attacchi israeliani contro il programma nucleare iraniano si intensificano notevolmente dopo l’uscita degli Usa dall’accordo sul nucleare del 2015, volto a impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari.LUGLIO 2020 – Una misteriosa esplosione distrugge un impianto di produzione di centrifughe nell’impianto di arricchimento nucleare di Natanz, in Iran. Teheran accusa Israele dell’attacco.NOVEMBRE 2020 – Mohsen Fakhrizadeh, uno dei massimi scienziati militari iraniani nel campo del nucleare, viene ucciso da una mitragliatrice telecomandata mentre viaggia in auto fuori Teheran. Un alto funzionario della sicurezza iraniana accusa Israele di aver utilizzato ‘dispositivi elettronici’ per uccidere a distanza lo scienziato, fondatore del programma nucleare militare iraniano negli anni 2000.2021 – L’Iran inizia ad arricchire l’uranio fino al 60%, il livello di purezza più alto mai raggiunto e a un passo tecnico dal livello militare del 90%.APRILE 2021 – Un attacco prende di mira l’impianto nucleare sotterraneo iraniano di Natanz. L’Iran accusa Israele, che non rivendica la responsabilità, ma i media israeliani riportano ampiamente che il governo ha orchestrato un attacco informatico che ha causato un blackout nell’impianto.GIUGNO 2022 – L’Iran accusa Israele di aver avvelenato due scienziati nucleari in città diverse a tre giorni di distanza l’uno dall’altro, anche se le circostanze rimangono poco chiare.7 OTTOBRE 2023 – I militanti di Hamas e della Jihad islamica dalla Striscia di Gaza irrompono in Israele, uccidendo 1.200 persone e prendendo 250 ostaggi, dando inizio alla guerra più intensa tra Israele e Hamas. L’Iran, che ha armato Hamas, offre sostegno ai militanti.14 FEBBRAIO 2024 – Un attacco di sabotaggio israeliano provoca diverse esplosioni su un gasdotto iraniano che collega la provincia occidentale di Chaharmahal e Bakhtiari alle città sul Mar Caspio.1 APRILE 2024 – Il consolato iraniano a Damasco, capitale della Siria, viene colpito in un raid israeliano. I morti, secondo le autorità iraniane, sono sedici. Fra loro anche diversi membri dei pasdaran, tra cui il generale Mohammad Reza Zahed, comandante delle forze Quds, e il suo vice. Teheran promette vendetta.13 APRILE 2024 – Nella notte per la prima volta l’Iran lancia un attacco diretto contro lo Stato di Israele, in risposta al bombardamento del consolato iraniano a Damasco. Vengono utilizzati missili balistici, da crociera e oltre 300 droni. Il sistema di difesa israeliano Iron Dome, coadiuvato dai Paesi alleati e anche dalla Giordania, respinge la minaccia. Nessun cittadino rimane ferito e non si registrano danni gravi sul territorio israeliano.19 APRILE 2024 – Israele compie la sua ritorsione nei confronti dell’Iran attaccando una base aerea militare nei pressi della città di Isfahan, a circa 400 chilometri da Teheran. L’Iran minimizza l’accaduto parlando di ‘attacco fallito’. Il leader dell’estrema destra israeliana Itamar Ben-Gvir parla di attacco ‘debole’ scatenando le reazioni dell’opposizione.31 LUGLIO 2024 – Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas, viene ucciso insieme alla sua guardia del corpo a Teheran in quello che, pur non essendo mai stato rivendicato, è considerato da tutti gli osservatori internazionali un raid israeliano. Haniyeh si trovava in una struttura gestita da militari iraniani dopo aver partecipato alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Teheran giura vendetta.27 SETTEMBRE 2024 – Un attacco aereo israeliano uccide il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Formato da membri della Guardia rivoluzionaria iraniana che si erano recati in Libano nel 1982 per combattere i soldati israeliani invasori, Hezbollah è stato il primo gruppo sostenuto dall’Iran e utilizzato come strumento per ‘esportare’ il proprio modello di Islam politico.1 OTTOBRE 2024 – Per la seconda volta dal 7 ottobre 2023, l’Iran lancia un attacco diretto nei confronti di Israele, in risposta alle uccisioni di Ismail Haniyeh e Hassan Nasrallah. Vengono utilizzati circa 200 missili balistici. L’Iron Dome, il sistema di difesa israeliano, coadiuvato dalle forze alleate, respinge l’attacco. L’unica vittima è un cittadino palestinese nella città di Gerico, colpito dai detriti di un missile caduto. Israele annuncia una reazione e Teheran minaccia: ‘Se lo farete, vi ridurremo in cenere’.16 OTTOBRE 2024 – Israele uccide il leader di Hamas, Yahya Sinwar, nella Striscia di Gaza.26 OTTOBRE 2024 – Nella notte fra il 25 ottobre e le prime ore del 26, Israele lancia un nuovo attacco, della durata di diverse ore, sul territorio iraniano. Lo Stato ebraico comunica di aver colpito le ‘strutture di produzione di missili utilizzati contro lo stato di Israele nell’ultimo anno’ e invita Teheran a non reagire, perché in caso contrario ‘pagherebbe un prezzo alto’. Israele, su pressione dell’amministrazione Biden, evita di colpire gli impianti nucleari. L’Iran parla di danni limitati e minimizza l’accaduto.13 GIUGNO 2025 – Israele lancia nella notte una vasta offensiva aerea contro l’Iran, colpendo impianti nucleari, installazioni militari e residenze di alti dirigenti del regime di Teheran. L’operazione, denominata ‘Rising Lion’, è il più imponente attacco diretto tra i due Paesi nella storia recente del Medioriente. Oltre 200 velivoli dell’aeronautica israeliana prendono parte all’azione, supportati da cyber-attacchi e operazioni di intelligence mirate. Gli obiettivi colpiti comprendono le aree di Natanz, Khondab, Khorramabad, Teheran e Isfahan, strategiche per il programma nucleare iraniano. Negli attacchi vengono uccisi il comandante in capo dei Guardiani della rivoluzione, il generale Hossein Salami, il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Mohammad Bagheri, e alcuni importanti scienziati nucleari. Il presidente americano Donald Trump parla di attacco ‘eccellente’, accusando Teheran di non aver ‘colto’ la possibilità di trattativa sul programma nucleare che gli era stata fornita. L’Iran risponde lanciando missili e droni verso Israele.21 GIUGNO 2025 – L’ayatollah Ali Khamenei avrebbe nominato tre suoi successori in caso di morte. Secondo indiscrezioni, la Guida suprema si sarebbe rifugiato in un bunker nel timore di essere ucciso. Né il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, né il ministro degli Esteri Abbas Aragchi sarebbero riusciti a contattarlo per informarlo di una richiesta della Turchia di un incontro con alti funzionari statunitensi a Istanbul.22 GIUGNO 2025 – Nella notte fra il 21 e il 22 giugno gli Stati Uniti attaccano i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan. Il presidente Donald Trump in un discorso alla nazione parla di ‘spettacolare successo militare’, ‘se non ci sarà presto la pace, colpiremo altri bersagli’. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu loda la ‘coraggiosa decisione’ americana che ‘cambierà la storia’. ‘Risponderemo con durezza, fermezza e in modo tale da far pentire chi ci ha aggredito’, afferma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.23 GIUGNO 2025 – Teheran lancia missili verso la base americana di Al Udeid in Qatar ‘in risposta all’aggressione americana’, con tanti missili quante le bombe che gli Usa avevano sganciato sui tre siti nucleari iraniani attaccati nella notte fra il 21 e 22 giugno. Il Qatar era stato avvertito in precedenza e anche gli Usa avevano messo in sicurezza le basi, dove non si registrano danni. Nel corso della giornata Israele aveva attaccato pesantemente l’Iran, colpendo alcuni edifici simbolo del potere, fra cui il carcere di Evin. Poche ore prima dell’attacco il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, era stato ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin, che ha definito il raid americano ‘un’aggressione immotivata e priva di giustificazione’.24 GIUGNO 2025 – Nella notte fra il 23 e il 24 giugno il presidente americano Donald Trump annuncia un cessate il fuoco ‘pienamente concordato’ fra Israele e Iran, proclamando la fine di quella che definisce ‘la Guerra dei 12 giorni’. Trump loda i due paesi ‘per l’intelligenza e il coraggio’ dimostrati. La tv iraniana annuncia lo stop alla guerra, affermando che è stato ‘imposto’ a Israele in seguito al ‘successo’ dell’attacco iraniano alla base statunitense in Qatar. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, afferma dal canto suo che Israele ha raggiunto ‘tutti i suoi obiettivi’, eliminando una ‘duplice minaccia esistenziale immediata, sia nel campo nucleare che in quello dei missili balistici’. A un’ora di distanza dall’entrata in vigore della tregua, due missili balistici vengono lanciati dall’Iran verso il nord di Israele, che annuncia un’immediata rappresaglia. Teheran smentisce la violazione dell’accordo. Una telefonata fra Trump e Netanyahu raffredda la situazione, con il tycoon che si scaglia contro Iran e Stato ebraico: ‘Due Paesi che combattono da così tanto tempo e in modo così duro che non sanno più che cazzo stanno facendo’.28 GIUGNO 2025 – Migliaia di persone in lutto percorrono le strade del centro di Teheran per i funerali del capo della Guardia Rivoluzionaria, generale Hossein Salami, e di altri alti comandanti militari e scienziati nucleari uccisi durante la ‘Guerra dei 12 giorni’ con Israele. In totale vengono celebrate le esequie di 60 persone, fra cui quattro donne e due bambini. La folla grida ‘morte a Israele’ e ‘morte all’America’. 2 GENNAIO 2026 – In seguito alle proteste scoppiate in Iran il 28 dicembre 2025 per la crisi economica, e poi allargatesi contro il regime in tutto al Paese, represse nel sangue, il presidente americano Donald Trump in un post sul suo social Truth afferma che ‘se l’Iran sparerà e ucciderà violentemente i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti d’America correranno in loro soccorso. Siamo pronti a intervenire’. Teheran risponde che un’eventuale azione militare americana porterebbe ‘il caos’ nell’intera regione del Medioriente.11 GENNAIO 2026 – Aumenta la repressione contro i manifestanti in Iran e con essa il numero delle vittime che, secondo alcune associazioni di attivisti, arriverebbe sopra quota 2mila, fino a oltre 10mila, mentre le comunicazioni dal paese verso l’esterno sono pressoché impossibili a causa del blocco di Internet. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, avverte che l’esercito americano e Israele sarebbero ‘bersagli legittimi’ in caso di attacco americano.13 GENNAIO 2026 – Donald Trump si appella ai ‘patrioti iraniani’ in piazza a ‘continuare a protestare’ contro le autorità di Teheran, perchè ‘l’aiuto’ da parte degli Stati Uniti ‘è in arrivo’. Parole che scatenano l’ira di Mosca, che parla di ‘minacce inaccettabili’ ed evoca ‘terribili conseguenze’. Il Dipartimento di Stato americano invita i cittadini Usa a lasciare il Paese.14 GENNAIO 2026 – Gli Usa invitano i membri non essenziali presenti nella base militare americana di Al Udeid, in Qatar, a lasciare la sede come ‘misura precauzionale’. La base, che ospita migliaia di militari Usa, era stata presa di mira dall’Iran a giugno come rappresaglia per gli attacchi statunitensi alle strutture nucleari iraniane. Anche il Regno Unito riduce il suo personale nella base aerea.14 GENNAIO 2026 – Il presidente Donald Trump afferma che agli Stati Uniti è stato ‘notificato’ che ‘le uccisioni in Iran si sono fermate’ e che ‘non ci sono piani per esecuzioni’. ‘Indagheremo’, dice ancora Trump, che su una possibile azione militare Usa in Iran aggiunge: ‘Osserveremo e vedremo come procede’.15 GENNAIO 2026 – L’inviato dell’Iran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, rivela che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha informato Teheran che non attaccherà il Paese e ha chiesto anche all’Iran di esercitare moderazione. Moghadam aggiunge di aver ricevuto informazioni dalle quali emergeva che Trump non voleva la guerra e che aveva chiesto all’Iran di non attaccare gli interessi statunitensi nella regione. Gli Usa hanno però varato una serie di nuove sanzioni contro i funzionari iraniani ritenuti responsabili della repressione violenta delle proteste, tra loro Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.16 GENNAIO 2026 – Il capo della polizia iraniana, generale di brigata Ahmad-Reza Radan, assicura che l’ordine nel Paese è stato ripristinato dopo i giorni di proteste, aggiungendo che la cooperazione tra la popolazione e le forze di sicurezza è stata fondamentale per sedare i disordini. ‘Per grazia di Dio e con la presenza consapevole del popolo, l’ultimo chiodo è stato piantato nella bara del terrorismo’, afferma Radan. Dagli Stati Uniti Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià iraniano, promette che il regime ‘cadrà’ e che lui tornerà in Iran per ‘guidare il movimento che riprenderà il nostro Paese dalla forza ostile anti-iraniana che lo occupa’.17 GENNAIO 2026 – Il procuratore di Teheran, Ali Salehi, respinge l’affermazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui in Iran le esecuzioni di 800 manifestanti sarebbero state fermate. La Guida suprema, Ayatollah Ali Khamenei, sottolinea che ‘i sediziosi nazionali e i criminali internazionali non saranno risparmiati’ e che Trump è un ‘criminale responsabile di vittime e danni al nostro Paese’. Il tycoon avverte che ‘tutte le opzioni sono sul tavolo’ e che ‘è tempo di cercare una nuova leadership per l’Iran’.18 GENNAIO 2026 – È mistero sul destino di Erfan Soleimani, uno dei giovani arrestati per aver preso parte alle proteste contro il regime e condannato alla pena capitale. Secondo fonti israeliane, il 26enne sarebbe stato giustiziato, ma l’ong Hengaw dichiara che ‘è vivo’ e gli è stata concesso un breve incontro con i familiari.21 GENNAIO 2026 – La televisione di Stato iraniana diffonde il primo bilancio ufficiale delle vittime delle proteste, affermando che 3.117 persone sono state uccise nelle manifestazioni iniziate il 28 dicembre.23 GENNAIO 2026 – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rende noto che ‘Abbiamo molte navi che stanno andando’ verso l’Iran, ‘per ogni evenienza. Abbiamo una grande flotta che sta andando in quella direzione e vedremo cosa succederà. Abbiamo una grande forza che sta andando verso l’Iran’. Il procuratore generale dell’Iran, Mohammad Movahedi, per parte sua smentisce quanto dichiarato da Trump, secondo cui il suo intervento avrebbe fermato l’esecuzione di 800 persone arrestate nell’ambito delle proteste anti-governative, definendo queste dichiarazioni ‘completamente false’.24 GENNAIO 2026 – Iran International, canale dell’opposizione iraniana con sede a Londra, citando due fonti vicine al governo, afferma che la Guida suprema Ali Khamenei si è trasferita in uno speciale rifugio sotterraneo a Teheran, dopo che alti funzionari militari e di sicurezza hanno valutato un aumento del rischio di un potenziale attacco statunitense. Masoud Khamenei, terzo figlio della Guida suprema, avrebbe assunto la gestione quotidiana dell’ufficio del leader. Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica avvertono gli Usa che l’Iran è ‘più pronto che mai, con il dito sul grilletto’.25 GENNAIO 2026 – Secondo quanto riportato dalla rivista statunitense Time, funzionari iraniani avrebbero stimato che fino a 30.000 persone potrebbero essere state uccise nei soli due giorni iniziali delle proteste, tra l’8 e il 9 gennaio. La cifra viene citata da due alti funzionari anonimi del ministero della Salute.26 GENNAIO 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia che in occasione della riunione del Consiglio Affari esteri in programma il 29 gennaio proporrà insieme ad altri Paesi europei l’inclusione dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, oltre che sanzioni individuali contro i responsabili degli ‘atti efferati’ commessi durante le proteste. Teheran reagisce convocando l’ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, per le dichiarazioni ‘irresponsabili’ del titolare della Farnesina.28 GENNAIO 2026 – Il 28 gennaio Donald Trump torna a minacciare l’Iran. ‘Speriamo che si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo – niente armi nucleari – che sia vantaggioso per tutte le parti’, scrive su Truth. In caso contrario, ‘il prossimo attacco sarà molto peggiore’. Il tycoon aggiunge che ‘un’imponente Armata si sta dirigendo verso l’Iran’ ed è pronta a ‘compiere rapidamente la sua missione’, come in Venezuela’, con rapidità e violenza, se necessario. ‘L’Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto reciproco e sugli interessi comuni, ma se spinto all’angolo, si difenderà e risponderà come mai prima d’ora’, replica la missione iraniana all’Onu. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi rimarca che ‘le nostre coraggiose forze armate sono pronte, con il dito sul grilletto, a rispondere immediatamente e con forza a qualsiasi aggressione contro la nostra amata terra, aria e mare’, ‘allo stesso tempo, l’Iran ha sempre accolto con favore un accordo nucleare reciprocamente vantaggioso, giusto ed equo, su un piano di parità e libero da coercizioni, minacce e intimidazioni, che garantisca i diritti dell’Iran alla tecnologia nucleare pacifica e assicuri l’assenza di armi nucleari’. Un ‘attacco limitato’ ‘è un’illusione. Qualsiasi azione militare da parte degli Stati Uniti, indipendentemente dalla sua origine e dal suo livello, sarà considerata l’inizio della guerra e la risposta sarà immediata, totale e senza precedenti, colpendo il cuore di Tel Aviv e tutti coloro che sostengono l’aggressore’, afferma Ali Shamkhani, consulente politico della Guida Suprema Ali Khamenei.29 GENNAIO 2026 – Il Consiglio dell’Ue il 29 gennaio impone sanzioni a 15 persone e sei entità ritenute responsabili della repressione in Iran. Tra questi anche il ministro dell’Interno e comandanti dei Guardiani della rivoluzione. I ministri degli Esteri concordano invece di designare i pasdaran come organizzazione terroristica. L’Iran parla di ‘grave errore strategico’ e il giorno successivo annuncia che, specularmente, gli eserciti dei paesi europei sono ‘considerati terroristi’.30 GENNAIO 2026 – In risposta alla decisione dell’Ue di designare i pasdaran come organizzazione terroristica, l’Iran risponde designando a sua volta come terroristi ‘gli eserciti dei paesi che hanno partecipato alla recente risoluzione dell’Ue contro il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche’. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, parla di ‘errore strategico’ da parte di Bruxelles.1 FEBBRAIO 2026 – L’amministrazione Trump comunica all’Iran attraverso diversi canali diplomatici la propria disponibilità a incontrarsi per negoziare un accordo. Quanto alle minacce di una guerra regionale ventilate dalla Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, in caso di attacco americano a Teheran, ‘se non raggiungeremo un accordo, allora scopriremo se aveva ragione o meno’, dichiara Donald Trump.3 FEBBRAIO 2026 – La Casa Bianca conferma l’intenzione di partecipare a un colloquio in presenza con le autorità iraniane. La prima sede scelta è Istanbul, con la partecipazione di altri Paesi come la Turchia e il Qatar. Successivamente, su richiesta di Teheran, gli Usa acconsentono a spostare il vertice in Oman. Contestualmente il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) dichiara di aver abbattuto un drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico ‘in modo aggressivo’. L’esercito americano riferisce anche di un altro episodio in cui forze iraniane hanno tentato di fermare una nave mercantile battente bandiera statunitense con equipaggio americano nello Stretto di Hormuz.6 FEBBRAIO 2026 – In Oman va in scena il primo round di negoziati fra gli Stati Uniti e l’Iran. A guidare la delegazione americana l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, mentre a capo della delegazione iraniana c’è il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, che parla di ‘buon inizio’, con le due parti che ‘stanno lavorando per costruire una fiducia reciproca’. Allo stesso tempo, precisa che il clima deve rimanere ‘calmo, senza tensioni e senza minacce’. Araghchi avrebbe avuto anche un colloquio faccia a faccia con Witkoff. I mediatori omaniti parlano di ‘colloqui seri’, auspicando un nuovo incontro in tempi brevi.8 FEBBRAIO 2026 – Le autorità iraniane condannano Narges Mohammadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a sei anni di carcere per associazione a delinquere e collusione, a un anno e mezzo per propaganda contro il sistema, a due anni di divieto di viaggio e a due anni di esilio nella città di Khosf, nella provincia del Khorasan meridionale. Mohammadi, in sciopero della fame dal 2 febbraio, era stata arrestata a dicembre durante una cerimonia in onore di Khosrow Alikordi, un avvocato iraniano di 46 anni e difensore dei diritti umani, mentre si trovava in permesso fuori dal carcere per motivi di salute.9 FEBBRAIO 2026 – Teheran afferma di essere disposta a prendere in considerazione la diluizione dell’uranio arricchito al 60% se tutte le sanzioni venissero revocate. Mohammad Eslami, capo dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana, dichiara che nei colloqui tra Iran e Stati Uniti vengono discusse sia le questioni tecniche e nucleari, che quelle politiche. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, conferma la volontà di negoziati concreti con gli Usa, ma lamenta ‘un muro di sfiducia molto ampio dovuto al comportamento degli Stati Uniti’.11 FEBBRAIO 2026 – Il presidente americano Donald Trump incontra alla Casa Bianca il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Il tycoon afferma di aver ‘insistito’ con la delegazione israeliana ‘affinché i negoziati con l’Iran continuassero, per vedere se un accordo possa essere raggiunto o meno’. Quanto a Gaza, il presidente americano parla di ‘enormi progressi’ nella Striscia e ‘nella regione in generale’.11 FEBBRAIO 2026 – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante un discorso tenuto in occasione della commemorazione della Rivoluzione islamica iraniana del 1979, afferma che Teheran ‘non sta cercando di dotarsi di armi nucleari’, dicendosi pronto ‘a qualsiasi tipo di verifica’. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, conferma la stessa linea, ribadendo allo stesso tempo che qualsiasi tipo di negoziato si concentrerà solamente sul nucleare, e non sul programma missilistico balistico dell’Iran, in merito al quale qualsiasi tipo di richiesta è ‘assolutamente fuori discussione’. 13 FEBBRAIO 2026 – Gli Stati Uniti annunciano l’invio nell’area del Medioriente della portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande del mondo, in supporto alla USS Abraham Lincoln, già presente nel Mar Arabico, rafforzando così la loro potenza di fuoco. ‘Nel caso in cui non si raggiunga un accordo, ne avremo bisogno’, dichiara il presidente Donald Trump.17 FEBBRAIO 2026 – A Ginevra si tiene un nuovo round di colloqui fra Stati Uniti e Iran mediati dall’Oman. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parla di ‘buoni progressi’ e di alcuni ‘principi fondamentali’ che sarebbero stati stabiliti. Fonti statunitensi, dal canto loro, spiegano che le ‘divergenze’ restano e che i negoziatori iraniani ‘torneranno nelle prossime due settimane con proposte dettagliate’. La Guida suprema Ali Khamenei, invece, risponde alla presenza militare Usa minacciando: ‘Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l’Iran. Va bene, una portaerei è un dispositivo pericoloso, ma più pericolosa della portaerei è l’arma che può farla affondare’.18 FEBBRAIO 2026 – Secondo Axios una ‘guerra su larga scala’ fra Iran e Usa è ‘più vicina’ di quanto si pensi e ‘potrebbe iniziare molto presto’. L’operazione militare potrebbe avere la durata di ‘settimane’. Le divergenze fra Washington e Teheran sarebbero infatti ancora ‘ampie’ e il presidente americano Donald Trump si starebbe ‘stufando’. La probabilità di un attacco nelle prossime settimane sarebbe ‘del 90%’. ‘Siamo ancora molto lontani su molte questioni’, conferma la Casa Bianca.20 FEBBRAIO 2026 – Donald Trump conferma le indiscrezioni dei media riguardo alla possibilità di un attacco militare limitato contro l’Iran, per costringere Teheran a firmare un accordo sul nucleare. ‘Credo di poter dire che ci sto pensando’, afferma il presidente Usa, mentre il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parla di ‘una bozza di un possibile accordo’ da consegnare agli Usa entro 2-3 giorni.21 FEBBRAIO 2026 – ‘Mantenendo la promessa di totale trasparenza nei confronti del proprio popolo, il governo iraniano ha già pubblicato un elenco completo delle 3117 vittime della recente operazione terroristica, tra cui circa 200 agenti’. Lo afferma il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, in riferimento all’ultima ondata di proteste antigovernative, rimarcando che, ‘se qualcuno contesta l’accuratezza dei nostri dati, è pregato di condividere eventuali prove’. 22 FEBBRAIO 2026 – L’Iran ha un accordo segreto con la Russia per la fornitura di missili da spalla. Lo riporta il Financial Times (FT), secondo cui ci sarebbe un contratto da 500 milioni di euro per la fornitura del sistema Verba, destinato a ricostruire le difese aeree di Teheran.22 FEBBRAIO 2026 – Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, annuncia per il 26 febbraio a Ginevra un nuovo round di colloqui fra Stati Uniti e Iran si terrà giovedì. L’Oman ha già ospitato i colloqui e facilitato l’ultimo round a Ginevra.25 FEBBRAIO 2026 – L’Iran ‘ha già sviluppato missili capaci di minacciare l’Europa e le nostre basi all’estero’ e sta lavorando ‘a missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti’. È l’accusa lanciata nel discorso sullo Stato dell’Unione da Donald Trump il 25 febbraio, per cui ‘una cosa è certa: non consentirò mai allo sponsor numero uno del terrorismo di avere l’arma nucleare’. ‘Nient’altro che la ripetizione di grandi bugie’, replica il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, evocando la celebre citazione di Joseph Goebbels ‘ripeti una bugia abbastanza spesso e diventerà verità’. Secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi l’Iran ‘non sta sviluppando missili a lungo raggio, abbiamo intenzionalmente limitato la gittata a meno di 2000 km. Non vogliamo che diventino una minaccia globale, li possediamo solo per difenderci’.26 FEBBRAIO 2026 – Nuovo round di colloqui il 26 febbraio all’ambasciata dell’Oman a Ginevra tra gli Usa, con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, e la delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Presente il direttore generale dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), Rafael Grossi, in qualità di ‘osservatore tecnico’. L’Oman parla di ‘apertura senza precedenti dei negoziatori verso idee e soluzioni nuove e creative’.27 FEBBRAIO 2026 – L’Iran ha accettato di non accumulare più uranio arricchito, il che significa che non avrà mai abbastanza materiale per creare un’arma nucleare nel caso venga raggiunto un accordo con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che ha svolto un ruolo chiave nei colloqui tra Washington e Teheran. Albusaidi ha affermato che ‘a suo avviso’, c’era stato un accordo sulla questione delle scorte, nonché una ‘verifica completa e completa’ da parte dell’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. ‘Rinuncerebbero’, ha detto Albusaidi, aggiungendo che l’Iran ‘non sarà in grado di accumulare effettivamente il materiale che gli permetterà di creare una bomba’. Le attuali scorte in Iran verrebbero ‘miscelate al livello più basso possibile e convertite in combustibile, e quel combustibile sarà irreversibile’. Albusaidi ha aggiunto che ‘se ci sarà un accordo, un accordo concordato, ci sarà pieno accesso’ ai siti nucleari iraniani per gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).28 FEBBRAIO 2026 – Israele lancia un attacco preventivo contro l’Iran ‘per rimuovere le minacce allo Stato di Israele’. Lo annuncia il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Anche gli Usa partecipano all’attacco. Questo articolo Israele, Iran e Usa: tensioni e ostilità dagli anni ’70 a oggi proviene da LaPresse