Iran. Drone contro una petroliera e traffico fermo nello Stretto di Hormuz: tensione sui mercati energetici

Wait 5 sec.

di Guido Keller –Nel pieno dell’escalation militare in Medio Oriente, lo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati per il commercio globale di petrolio, è tornato al centro della crisi internazionale. Nonostante le dichiarazioni ufficiali di Teheran secondo cui non sarebbe stato imposto un blocco formale al traffico marittimo, un attacco con drone contro una petroliera ha contribuito a paralizzare di fatto il passaggio delle navi nella zona.Secondo diverse fonti di monitoraggio marittimo e agenzie internazionali, il traffico di petroliere nello stretto si è drasticamente ridotto, con centinaia di navi in attesa ai margini del Golfo Persico mentre compagnie e armatori valutano i rischi di ulteriori attacchi. I Pasdaran iraniani hanno inoltre segnalato che la rotta non è più considerata sicura dopo i recenti attacchi militari nella regione.Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo fondamentale per l’economia mondiale: attraverso questo corridoio marittimo passa circa un quinto del petrolio consumato a livello globale, oltre a grandi quantità di gas naturale liquefatto dirette soprattutto verso i mercati asiatici.Qualsiasi interruzione del traffico, anche temporanea, è quindi in grado di provocare forti scossoni nei mercati energetici internazionali. Gli analisti avvertono che un blocco prolungato potrebbe far salire rapidamente i prezzi del greggio e mettere sotto pressione l’economia globale.In questo contesto geopolitico, un aumento del prezzo del petrolio avrebbe conseguenze politiche rilevanti. In particolare, potrebbe rivelarsi favorevole per paesi esportatori di energia come la Russia, che trarrebbero vantaggio da quotazioni più elevate del greggio in un momento di forte tensione internazionale.Per ora non è chiaro chi sia responsabile dell’attacco con drone alla petroliera, né se si tratti di un’azione coordinata o di un episodio isolato. Tuttavia l’evento dimostra quanto la situazione nello Stretto di Hormuz resti estremamente fragile: basta un singolo incidente per mettere in crisi uno dei passaggi energetici più importanti del pianeta.