Alla fine il calo c’è stato. Carlo Conti, presentando la prima serata del Festival di Sanremo aveva detto di non volersi abbattere in caso gli ascolti non fossero stati in linea con l’edizione record del 2025, ricordando di essere rimasto umile anche quando aveva battuto il collega Amadeus. La Rai, da parte sua, aveva invitato a tener conto del valore complessivo del Festival, non valutabile – secondo il ragionamento del servizio pubblico – in base al mero dato numerico. Che, però, non fa comunque sorridere. La prima puntata della kermesse ha registrato 9 milioni e 600mila medi, con uno share del 58%, secondo i dati della total audience. I picchi sono stati in termini di spettatori (15 milioni e 782mila) alle 21.59 – con la presenza sul palco della 105enne Gianna Pratesi che votò Repubblica nel 1946 – e per share (64,5%) alle 01.17 durante l’esibizione di Leo Gassmann. Nel complesso di tratta del quarto miglior risultato per una prima serata dal 1997 (conduzione affidata a Mike Bongiorno), quando però non si teneva conto dei device ma solo della tv lineare. Ma sul 2025 si sono persi – sempre in total – 7% di share e di 3 milioni di spettatori. L’11 febbraio dello scorso anno furono, infatti, 12,6 milioni a seguire l’avvio del Conti bis sul palco dell’Ariston, assicurando uno share del 65,3%. Certo, il quadro concorrenziale era diverso, non c’era la ‘Ruota della fortuna’ in access che ha fatto slittare di qualche minuto la diretta del Festival e non c’erano match di Champions. E il Festival stesso era iniziato in date più canoniche e senza avere alle spalle un mega evento come quello di Milano Cortina. “Il prossimo anno sarà un’annata strepitosa”Conti invita però a guardare il bicchiere mezzo pieno: “Il Festival sta bene – ha spiegato in conferenza stampa – in termini di ascolti pensavo anche un po’ meno, quando ho visto il 58 ero molto contento“. Per il direttore artistico “il fatto di essere a questi livelli, con un dato ancora così alto mi rende contento. Non ho battuto me stesso, ma pensavamo meno a causa della controprogrammazione, il periodo e tante cose che avevamo analizzato nelle riunioni preliminari”, ha aggiunto. E se il calo continuasse, ha osservato ancora, “darei la colpa al direttore artistico. E allo stesso direttore artistico direi che l’anno scorso ha avuto meriti per il record di ascolti”. Il problema, sostiene, non sono i brani in gara che “sono come il vino, ci sono annate e annate. Il prossimo anno sarà un’annata strepitosa”. Anche per Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento prime time Rai, “Sanremo si conferma l’evento più seguito in Italia e non solo. Non c’è evento sportivo che tenga. Si tratta del quarto miglior risultato in termini di share dal 1997, l’eccezionalità di questo risultato va inserito in un contesto competitivo e in un periodo di programmazione diverso. L’ottimo dato è confermato anche dalla visione non lineare, indice di un target giovane e di un evento che va sempre più oltre i confini italiani”.Questo articolo Sanremo 2026, al via ascolti in calo del 7%. Conti: “Pensavo peggio, se prosegue è colpa mia” proviene da LaPresse