Addio smartphone economici: prezzi in aumento e crisi storica all'orizzonte

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Il mercato degli smartphone entra in una fase di contrazione storica, con un calo che non si vedeva da oltre dieci anni. A innescare questa frenata non è un semplice rallentamento della domanda, ma una vera crisi legata alla carenza di memoria che sta mettendo sotto pressione l’intera elettronica di consumo.Secondo le ultime stime di IDC, il 2026 segnerà il punto più basso per i volumi di spedizione annuali, con effetti che toccheranno sia i grandi marchi sia i produttori più piccoli, soprattutto nella fascia economica. IDC prevede per il 2026 un calo del 12,9% anno su anno delle spedizioni di smartphone, fino a 1,12 miliardi di unità. Si tratta del livello più basso di consegne annuali da oltre un decennio, e rappresenta una revisione netta rispetto alle previsioni diffuse a novembre.La causa principale è una crisi nella filiera della memoria che IDC descrive come uno shock di tipo "tsunami", con onde d’urto che attraversano tutta l’industria dell’elettronica di consumo. L’aumento dei costi dei componenti colpisce in modo diretto i margini dei produttori, che si trovano costretti a trasferire parte di questi rincari sui prezzi finali.In questo contesto, il prezzo medio di vendita (ASP) degli smartphone è destinato a salire in modo marcato. Per il 2026 IDC stima un incremento del 14%, fino a raggiungere un valore medio di 523 dollari per dispositivo, il livello più alto mai registrato. La crisi della memoria non colpisce tutti allo stesso modo. Secondo IDC, i produttori di smartphone Android, in particolare quelli concentrati sulla fascia bassa, affrontano la minaccia più seria. L’aumento dei costi riduce i margini proprio dove i prezzi sono già molto compressi, lasciando pochissimo spazio di manovra.I marchi che operano soprattutto nel segmento economico non possono assorbire a lungo i rincari e finiscono per doverli scaricare sugli acquirenti, con il rischio di frenare ulteriormente la domanda. IDC prevede per questi vendor un forte calo delle spedizioni e, in molti casi, l’uscita dal mercato.Al contrario, Apple e Samsung si trovano in una posizione relativamente più solida per affrontare questa fase. IDC ritiene che questi due grandi marchi possano non solo resistere meglio alla crisi, ma anche aumentare la propria quota di mercato mentre il panorama competitivo si restringe e i concorrenti più piccoli arretrano. Per IDC, la crisi della memoria non rappresenta un semplice incidente di percorso, ma un "reset strutturale" del mercato degli smartphone. Cambia la dimensione complessiva del TAM (Total Addressable Market), si ridisegna la mappa dei produttori e si modifica il mix di prodotto offerto sul mercato.L’istituto di ricerca si aspetta una fase di consolidamento, con l’uscita di scena dei player più piccoli e un ridimensionamento marcato dei marchi focalizzati sulla fascia bassa. Le limitazioni di offerta e la minore domanda a prezzi più alti rendono particolarmente vulnerabile questo segmento.Un dato chiave riguarda i modelli sotto i 100 dollari, che nel 2026 valgono 171 milioni di dispositivi. IDC ritiene che questa fascia diventerà permanentemente antieconomica, perché i prezzi della memoria, pur destinati a stabilizzarsi entro la metà del 2027, difficilmente torneranno ai livelli precedenti. In altre parole, il segmento sub-100 dollari non offre più condizioni sostenibili per i produttori. L'impatto non è uniforme a livello geografico. Le regioni con una forte presenza di smartphone di fascia bassa registrano le flessioni più marcate. Per il Medio Oriente e Africa, IDC stima il calo più pesante, con un -20,6% anno su anno nelle spedizioni.Anche i due mercati più grandi al mondo, Cina e Asia Pacifico (esclusi Giappone e Cina), affrontano una contrazione significativa. Le previsioni indicano un calo del 10,5% per la Cina e del 13,1% per l'Asia Pacifico, segno che la crisi colpisce in profondità anche le aree più centrali per l'industria mobile.Guardando oltre l'emergenza, IDC prevede un lento ritorno alla crescita. Con l'inizio della stabilizzazione della crisi intorno alla metà del 2027, le spedizioni globali dovrebbero tornare a crescere di circa 2% in quell'anno, per poi segnare un rimbalzo più deciso del 5,2% anno su anno nel 2028.Questa ripresa, però, si innesta su un mercato che nel frattempo avrà cambiato volto: meno spazio per i dispositivi ultra-economici, maggiore concentrazione tra pochi grandi marchi e prezzi medi più elevati. Per produttori e consumatori, il ritorno al "business as usual" non rientra più nello scenario delineato da IDC.Insomma, contrariamente a quanto di solito si dice nel mondo della tecnologia, cioè che aspettare spesso aiuta a livellare il prezzo, potrebbe invece essere il caso di pensare al "compra adesso" quando troviamo una buona offerta, perché non è detto che questa potrebbe ripetersi.L'articolo Addio smartphone economici: prezzi in aumento e crisi storica all'orizzonte sembra essere il primo su Smartworld.