Google sta distribuendo a livello globale una nuova funzione di personalizzazione nell'app Gemini dedicata agli utenti gratuiti. Si tratta di Past Chats, uno strumento già visto in alcuni rivali, che permette al servizio di tenere conto delle conversazioni precedenti per adattare meglio le risposte.La novità non arriva ancora in Europa, dove il rilascio è previsto in un secondo momento (probabilmente per ragioni di privacy), ma coinvolge tutti gli altri mercati in cui l'app è disponibile. La funzione era finora riservata agli abbonati ai piani Google AI a pagamento. Con Past Chats attivato, Gemini utilizza il contesto delle chat passate per fornire risposte più coerenti con le preferenze espresse nel tempo. In questo modo il sistema può ricordare cosa interessa, come si è affrontato un argomento e quali dettagli sono già stati chiariti.Durante una nuova conversazione non serve ripetere ogni volta a che punto si è arrivati su un certo tema: Gemini può riprendere da dove ci si era fermati, basandosi sulle interazioni precedenti. In qualsiasi momento è possibile chiedere al modello se ha usato informazioni delle chat passate, con domande del tipo "Did you use any info from past chats". All'interno delle impostazioni dell'app compare una nuova sezione chiamata Personal context, che consente di gestire questa capacità di memoria. Qui si trova l'interruttore "Your past chats with Gemini" per abilitare o disattivare l'uso delle conversazioni precedenti, e subito sotto la voce Instructions for Gemini, dedicata alle indicazioni permanenti che si desidera fornire al sistema.Google indica inoltre che, in futuro, porterà anche ai profili gratuiti la funzione di Personal Intelligence, che utilizza dati provenienti da servizi come Gmail, Foto e altre app proprietarie per arricchire ulteriormente il contesto. Per ora, però, l'estensione riguarda solo l'uso delle chat pregresse all'interno dell'app Gemini.Questa evoluzione rende più evidente quanto la gestione del contesto personale stia diventando centrale nei servizi di intelligenza artificiale: la possibilità di controllare cosa viene ricordato e come viene usato rappresenta un aspetto cruciale tanto quanto le nuove funzioni che arrivano nelle app. E prima di lamentarci perché i questo ambito siamo spesso gli ultimi, dovremmo invece riflettere sul fatto che l'Europa è l'unica che sembra preoccparsi di questi problemi.L'articolo Google Gemini impara a conoscerci meglio: la novità gratis per tutti (tranne che per noi) sembra essere il primo su Smartworld.