Legge elettorale, muro delle opposizioni. Elly Schlein:“Testo inaccettabile, hanno paura del referendum”

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Dalle parti del campo largo c’è già chi lo chiama ‘Nottetempum‘, rendendo bene l’idea di quale sia il giudizio che nel centrosinistra hanno della proposta di riforma della legge elettorale, arrivata dalla maggioranza dopo un lungo vertice notturno. La mattina dopo, infatti, il muro delle opposizioni si alza in modo immediato e, quasi, univoco. Il no arriva prima nel metodo e nella tempistica, che nel merito. “Non ci provate!”, è il messaggio recapitato di buon’ora da Nicola Fratoianni alla maggioranza, “è evidente che questo sia un tentativo di spostare il discorso dal referendum perché sono in difficoltà”. “La tempistica evidenzia in maniera molto chiara cosa c’è dietro questa presentazione: è il tentativo di spostare l’attenzione perché non hanno più argomenti sulla loro campagna per il sì”, gli fa eco Angelo Bonelli. Elly Schlein: “Hanno paura del referendum”Elly Schlein concorda. “Quando ho appreso che questa notte c’è stato un vertice tra le forze di maggioranza, speravamo fosse sui salari degli italiani, speravamo che fosse sul calo da più di 30 mesi della produzione industriale, e invece no. Il vertice era sulla legge elettorale. Cioè sul garantire se stessi. Questa accelerazione è il frutto della preoccupazione per l’esito referendario. Però la fretta e la paura di perdere non sono buone consigliere, quando si mette mano alle regole fondamentali”, avverte la leader dem. “Hanno fatto notte per trovare l’accordo sulla legge elettorale. Danno l’anima per le riforme per salvare i politici dalle inchieste. Continuano però  a chiudere gli occhi davanti a lavoratori sfruttati e sottopagati”, insiste il presidente M5S Giuseppe Conte. Anche Matteo Renzi mette in luce gli ultimi dati, economici e non. “Mentre in Italia la produzione industriale continua a scendere e il carrello della spesa a salire, mentre l’insicurezza dilaga nelle strade, il Governo non ha nulla altro da fare che parlare di legge elettorale. Giorgia, sicura che non ci siano temi più importanti da affrontare per i cittadini?”, domanda retoricamente il leader di Iv. Anche nel merito, però, arrivano i primi no: “Pare già un testo che può essere molto distorsivo della rappresentanza e con premi alti e senza limiti, quindi da questo punto di vista rischiano di consegnare a chi può vincere le elezioni anche la possibilità di eleggere da solo il presidente della Repubblica”.Ceccanti: “Si rischia la paralisi del Parlamento”Sono “elementi – dice sicura Schlein – che sarebbero per noi inaccettabili“. “Avere un sistema con le liste bloccate è una comodità per le segreterie di partiti, inutile girarci intorno, perché è una selezione dall’alto di una classe dirigente. Pur non avendo mai avuto grandi campioni di preferenze, ritengo che dar la parola ai cittadini significa anche poter scegliere i propri rappresentanti in Parlamento”, assicura Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento Cinque Stelle. Mentre Matteo Renzi chiosa che, “più che uno Stabilicum, è un Italicum ma senza le preferenze”. Stefano Ceccanti, docente di diritto costituzionale ed ex parlamentare dem, mette in luce poi due aspetti problematici: “Si sfora il tetto del 55 per cento dei seggi perché si arriva alla Camera a 230 seggi, che sono il 57.5 per cento, e al Senato 114 seggi, ossia il 57 per cento. Quindi, nonostante quanto detto nella relazione, il premio può superare il 15 per cento”. Per Ceccanti c’è poi “un secondo serissimo aspetto“, dato dal fatto che i due ballottaggi “sono costruiti tra loro indipendenti” e possono quindi creare diversi “casi irragionevoli”, come la vittoria di due coalizioni diverse al primo o al secondo turno, che porterebbero quindi a “due premi a maggioranze divaricate” e a una “paralisi” del Parlamento. “Ma valeva la pena di fare così in fretta – la conclusione del costituzionalista -, se il testo non tiene su due aspetti decisivi?”Questo articolo Legge elettorale, muro delle opposizioni. Elly Schlein: “Testo inaccettabile, hanno paura del referendum” proviene da LaPresse