Iran, attacco Usa-Israele spaventa i mercati: possibile boom per il prezzo del petrolio

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Dopo gli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele sull’Iran, le ricadute sul prezzo del petrolio spaventano la comunità economica internazionale. Se i mercati sono attualmente chiusi per il fine settimana, è presumibile che da lunedì si verificheranno forti oscillazioni del prezzo del greggio. In particolare, molto dipenderà dalla libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz, di cui i Pasdaran hanno annunciato la chiusura. Dallo stretto transita infatti circa il 20% dei flussi petroliferi globali, con Paesi esportatori come Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti che da lì inviano la maggior parte della loro produzione.Federpetroli: “Verrà a mancare greggio su scala generale”“La situazione è molto complessa e tutto dipenderà dalla risposta iraniana nelle prossime ore”, sottolinea a LaPresse il presidente di Federpetroli, Michele Marsiglia, per il quale problema “è che sono state attaccate anche diverse località del Golfo Persico”, elemento che prefigura una escalation delle tensioni nell’area. “Verrà a mancare del greggio sulla scala generale delle movimentazioni”, sottolinea Marsiglia, secondo cui assumerà particolare rilevanza la decisione sulla produzione che verrà presa dall’Opec nel suo meeting del primo marzo. I prezzi del greggio sono già aumentati di 10 dollari al barile da inizio anno, in conseguenza delle tensioni internazionali che hanno interessato, oltre l’Iran, anche il Venezuela, e venerdì le quotazioni in uno dei mercati di riferimento, il Brent, hanno toccato il massimo degli ultimi sette mesi, attestandosi a 72,87 dollari al barile.La variabile legata alla durata degli attacchiSull’andamento futuro dei prezzi inciderà molto anche la durata degli attacchi. Secondo uno studio di Rystad Energy, attacchi limitati al programma nucleare iraniano e alla Guardia Rivoluzionaria, che evitino un cambio di regime o una guerra totale, potrebbero far salire i prezzi di 5-10 dollari al barile, mentre secondo un altro scenario a cura di Clayton Seigle del Center for Strategic & International Studies, una guerra più ampia che porti l’Iran a intervenire sulla libertà dei flussi commerciali potrebbe far salire i prezzi oltre i 90 dollari al barile. Per William Jackson, capo economista per i mercati emergenti di Capital Economics, citato dal Khaleej Times, i prezzi del petrolio potrebbero invece “aumentare notevolmente in caso di conflitto prolungato”, con effetti potenziali “fino a 100 dollari al barile”. E l’impatto del conflitto potrebbe farsi sentire anche negli Stati Uniti: sempre secondo Seigle, i prezzi della benzina negli Stati Uniti potrebbero aumentare, spingendosi “ben al di sopra” dei 3 dollari al gallone. Un elemento non da sottovalutare a pochi mesi dalle elezioni statunitensi di mid-term, che vedono Trump partire sfavorito nei sondaggi.Questo articolo Iran, attacco Usa-Israele spaventa i mercati: possibile boom per il prezzo del petrolio proviene da LaPresse