«Non ha senso che Paesi e aziende che hanno approfittato di noi per decenni, ricevendo miliardi e miliardi di dollari che non avrebbero dovuto ricevere, ora abbiano diritto a una ‘manna’ immeritata». Con queste parole Donald Trump, in un lungo post su Truth, torna ad attaccare la sentenza della Corte Suprema che definisce come il mondo non ha mai visto prima, a seguito di questa sentenza, «altamente deludente». «È possibile una nuova udienza o un nuovo giudizio su questo caso?», si chiede il presidente americano. La situazione sui dazi tanto cara a TrumpIl 20 febbraio 2026 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la maggior parte dei dazi imposti dal presidente Usa verso paesi terzi. Per i giudici Trump non aveva l’autorità legale per imporre tariffe così ampie usando l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977, una legge che è pensata per le emergenze nazionali. Solo il Congresso può attuare le misure finora imposte. Trump ha definito la decisione come una vergogna, mentre l’agenzia doganale statunitense è stata costretta ad annunciare che smetterà di incassare i diritti d’importazione. Il tycoon di reazione ha imposto nuovi dazi inizialmente al 10 % e poi alzati al 15 %, utilizzando un’altra legge (Sezione 122 del Trade Act del 1974), che consente tariffe temporanee quando ci sono squilibri commerciali. Ma si tratta di una misura momentanea, della durata di 150 giorni. L’Unione Europea ha chiesto agli Stati Uniti maggior chiarezza e il rispetto degli accordi commerciali esistenti. Ora, per aggirare l’ostacolo del Congresso, Trump starebbe valutando un ricorso sul caso. L'articolo Donald Trump chiede alla Corte Suprema un nuovo giudizio sui dazi proviene da Open.