La politica irrompe, seppur brevemente, nella sala stampa del Festival di Sanremo. Durante la consueta conferenza all’Ariston, al direttore artistico Carlo Conti è stato chiesto se parteciperà al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. La risposta del conduttore è stata netta e ha delineato una sua precisa visione del sistema istituzionale, smarcandosi dall’agone politico e rimettendo le decisioni tecniche nelle mani delle istituzioni preposte.“Non sono cose che mi riguardano, se voterò? Non lo so”, ha esordito Conti davanti ai giornalisti. Il direttore artistico ha poi articolato il suo pensiero, spiegando di prediligere l’esercizio della democrazia rappresentativa rispetto a quella diretta, affidandosi al principio della delega elettorale. “Ho un’opinione ben precisa globalmente”, ha spiegato il conduttore per chiarire la sua posizione. “Quando eleggo delle persone, le eleggo per essere mie rappresentanti. Sanno fare il loro lavoro, mi fido di loro e lo devono fare loro”.Pur senza sminuire il valore della consultazione popolare, Conti ha ribadito la sua concezione di fiducia verso la classe politica in Parlamento: “Poi c’è anche lo strumento del referendum, ma in linea generale mi piace questa democrazia, mi piace che le persone che eleggiamo siano competenti e portino avanti le nostre indicazioni“. Un modo garbato e fermo per chiudere la parentesi elettorale e riportare immediatamente il focus sulle dinamiche della kermesse canora.L'articolo “Non so se andrò a votare al referendum, preferisco che decidano gli eletti”: così Carlo Conti proviene da Il Fatto Quotidiano.