GUIDONIA – “Il mio compagno maltrattata me e i nostri figli”: imputato assolto

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Ai magistrati ha raccontato di essere stata sottoposta per anni a soprusi e botte da parte del compagno, ma l’unico documento utile a dimostrarlo era un referto rilasciato dall’ospedale il giorno in cui lei denunciò.Così martedì 24 febbraio il Tribunale di Tivoli ha assolto in primo grado perché il fatto non sussiste un 42enne cittadino indiano accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni di una 37enne romena, convivente e madre dei suoi due figli.Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere i giudici Gianpiero Golluccio ed Eugenio Gagliano – ha rigettato la tesi della Procura di Tivoli scagionando l’imputato, al quale era contestata anche la recidiva infraquinquennale.La vicenda emerse il 23 settembre 2020, quando la donna finì con gli occhi tumefatti al pronto soccorso di Tivoli, dove fu medicata e dimessa con una prognosi di 5 giorni, dopodiché si presentò al Commissariato di Polizia per presentare denuncia-querela nei confronti dell’uomo.Secondo quanto riferito dalla donna, che non si è costituita parte civile nel processo, la vicenda si è consumata in una casa di Villalba di Guidonia dove la coppia abitava insieme ai due figli maschi che oggi hanno 10 e 15 anni.A dire della donna, il compagno avrebbe sottoposto lei e i bambini ad un sistema di vita familiare doloroso e avvilente fin dall’inizio della convivenza.Le cose sarebbero peggiorate dall’agosto del 2015, quando anziché chiamarla per nome il compagno la definiva “puttana” minacciandola di morte, che le avrebbe “staccato la testa” e “fatta sparire”, che non le avrebbe più fatto vedere i figli, intimandole di andarsene di casa.L’uomo si sarebbe dimostrato geloso e, nella convinzione di essere tradito, controllava il telefono della compagna e i suoi spostamenti anche attraverso un sistema di localizzazione installato sul cellulare.Pare che l’indiano abbia addirittura allontanato di casa la compagna quando era incinta dicendole: “Dimmi di ca..o è questo figlio?”.Ai poliziotti prima e ai magistrati poi, la 37enne romena aveva raccontato di essere stata più volte aggredita, strattonata, colpita con schiaffi e pugni, stretta al collo con le mani, senza mai denunciare o ricorrere alle cure sanitarie dell’ospedale.E ogni volta che i figli bambini intervenivano nel corso delle aggressioni il padre gli riservava parole come “Coglione”, “Testa di ca..o” e “Frocio”.Fatto sta che dopo la denuncia la donna e i bambini furono accompagnati in una struttura protetta, ma il compagno avrebbe continuato a contattarla con messaggi telefonici e attraverso i familiari e per due volte si sarebbe addirittura presentato alla scuola dei figli costringendoli a sospendere la frequenza.Dopo oltre 5 anni di processo, in aula è emersa un’altra verità: i fatti non sono avvenuti o non come sono stati raccontati e l’imputato è innocente.Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.L'articolo GUIDONIA – “Il mio compagno maltrattata me e i nostri figli”: imputato assolto proviene da Tiburno Tv.