La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si chiude con 9 milioni 53mila spettatori e il 59,5% di share. Un dato che migliora leggermente la percentuale rispetto alla prima serata, ma che in valori assoluti segna un ulteriore arretramento. L’anno scorso la seconda serata viaggiava oltre gli 11 milioni e mezzo. Oggi siamo sotto di oltre due milioni e mezzo. Non è un crollo, ma è una traiettoria. E le traiettorie, quando si consolidano, diventano tendenza.Sanremo 2026, ascolti che non brillano. I numeri sono alti, ma il confronto pesaLa prima parte della serata ha superato gli 11,5 milioni, la seconda è scesa sotto i 6 milioni. Il picco di ascolto è arrivato alle 21.57 con l’ingresso di Pilar Fogliati, quello di share allo 00.48 durante il momento più leggero con Lillo. Tutto regolare, tutto dentro le aspettative.Ma il confronto con le edizioni recenti è inequivocabile. Nel 2025 la seconda serata sfiorava i 15 milioni nella prima parte. Oggi il Festival resta dominante, ma meno totalizzante. E quando Sanremo non è totalizzante, qualcosa si è incrinato nel meccanismo.Sanremo 2026, il mistero della scaletta: Achille Lauro avrebbe dovuto presentare Fedez e Masini, ma qualcosa è cambiatoFoto: Virginia BettojaCarlo Conti commenta i dati Auditel. “Sembra estate”. Ma è solo il meteo?Carlo Conti ha commentato con leggerezza: sembra estate, stamattina ho preso il sole in costume alle 9.30. Una battuta elegante, nello stile del conduttore. Un modo per dire che forse il clima quasi primaverile e lo slittamento di calendario hanno inciso sulle abitudini del pubblico.Può essere. Ma un grande evento televisivo non dovrebbe dipendere dal termometro. Se il Festival è davvero imperdibile, il caldo non lo indebolisce. Quando si cerca nel meteo una spiegazione, spesso si evita di guardare altrove.Fedez sotto accusa da Naike Rivelli a Sanremo: “Un atteggiamento vergognoso!”Sanremo 2026, un Festival corretto, ma senza guizzoIl problema, probabilmente, non è nei numeri ma nell’anima. Questo Sanremo appare come un compitino ben eseguito: conduzione professionale, scaletta ordinata, ospiti coerenti, nessuna sbavatura evidente. Nulla di osceno, nulla di fuori posto. Ma neanche nulla che faccia dire wow.Negli anni precedenti, sotto la direzione artistica di Amadeus, il Festival aveva scelto di rischiare di più. C’erano scelte divisive, contaminazioni generazionali, momenti costruiti per accendere il dibattito nazionale. E spesso lo zampino ce lo metteva anche Fiorello, che televisivamente si scomoda solo per operazioni che lasciano un segno. È questione di indole, di dna, di vocazione.Non sempre funzionava tutto, ma l’effetto era magnetico. C’era la sensazione che potesse accadere qualcosa di imprevisto. Oggi, invece, la macchina è impeccabile ma meno elettrica.Sanremo 2026 e le accuse di sessismo al Festival, Carlo Conti: “Io scelgo le canzoni”Foto: Virginia BettojaCarlo Conti a Sanremo non è sbagliato. Ma non è un campione del mondoSia chiaro: Carlo Conti è un professionista solidissimo. Per un grande programma di intrattenimento generalista non è di certo una scelta sbagliata. Ha ritmo, esperienza, misura. Sa tenere il palco, non invade, non divide.Ma forse è proprio questo il punto. Non sembra avere la vocazione del campione del mondo di qualcosa. Non dà l’impressione di voler cambiare il gioco, di voler spostare l’asticella. È un ottimo allenatore di una squadra ordinata, non il fuoriclasse che inventa la giocata decisiva al novantesimo. E Sanremo, quando funziona al massimo, ha bisogno anche di quella giocata.Sanremo Estate: rilancio o inflazione del brand?Nel frattempo la Rai annuncia un nuovo progetto, Sanremo Estate, evento musicale all’aperto previsto per luglio. L’idea può essere interessante, ma solleva una domanda strategica: il marchio Sanremo va rafforzato o moltiplicato?Se il Festival invernale perde un po’ di centralità emotiva, creare una versione estiva rischia di diluirne l’eccezionalità. Sanremo è sempre stato un appuntamento unico, concentrato, totalizzante. Quando diventa un format replicabile, perde un frammento della sua aura.Fedez smentisce le voci di paternità e si concentra solo su Sanremo 2026Festival di Sanremo 2026, dopo la seconda serata. Share alto, entusiasmo più tiepidoIl 59,5% di share resta un risultato enorme nel panorama televisivo italiano. Ma lo share racconta la forza rispetto alla concorrenza, non necessariamente il livello di entusiasmo collettivo.La sensazione è che il Festival stia vivendo una fase di normalizzazione. Non è un fallimento, non è una crisi. È un raffreddamento. E quando l’evento più iconico della televisione italiana smette di essere imprevedibile, comincia lentamente a diventare prevedibile. E in televisione, più ancora che in musica, la prevedibilità è il primo passo verso l’abitudine.| Da Rumors.it