«Non ero ancora stato eletto quando furono scoperte 20.000 schede elettorali votate da persone morte. Quindi è un timore fondato che anche con il referendum ci possano essere brogli, direi che è quasi una certezza». A parlare è Andrea Di Giuseppe, parlamentare meloniano eletto nella circoscrizione Nord e Centro America. Come Donald Trump in America, ce l’ha con il voto per corrispondenza. Al referendum sulla giustizia gli aventi diritto al voto sugli italiani all’estero (dopo una legge voluta da Alleanza Nazionale, partito all’epoca di Giorgia Meloni) sono 6 milioni. Quanto basta per condizionare l’esito del referendum, secondo il Corriere della Sera: «voti fondamentali e in grado di cambiare le sorti della competizione».Il rischio brogli sul referendumSulle ventimila schede elettorali «votate da persone morte» forse il deputato di FdI ha esagerato. Visto che nel 2022 (ovvero all’epoca della sua elezione) Il Giornale proprio in base a una sua segnalazione scrisse che in realtà erano state inviate schede elettorali a persone decedute. Ma ovviamente questi non avevano votato. Oggi invece sempre il quotidiano parla di patronati e Caf protagonisti di pratiche scorrette riguardo pensioni ed emolumenti. Ma non ci sono prove di brogli elettorali con voti da ventimila morti. All’epoca si scrisse che la Farnesina e il Viminale non avevano controllato l’esistenza in vita delle persone a cui avevano inviato la scheda. Oggi i due ministeri sono controllati dal centrodestra. Nel frattempo il controllo è stato effettuato? Il disimpegno di MeloniIntanto è saltata la chiusura della campagna referendaria con i leader di centrodestra sul palco. Perché Meloni avrà impegni istituzionali. E anche perché sarebbe come certificare «la politicizzazione» della consultazione, allontanando così chi a sinistra è pronto a votare «sì» basandosi sul merito del quesito. FdI dovrà organizzare l’evento conclusivo della campagna elettorale venerdì 20 a Roma. Ma sotto le insegne dei comitati. Con i partiti più defilati.Forza Italia contro LegaIntanto nelle riunioni riservate Forza Italia accusa la Lega di scarso impegno. E Antonio Tajani è rimasto sorpreso dalla scelta di FdI di non partecipare alla maratona oratoria in programma dal 2 al 9 marzo promossa dal comitato del sì.L'articolo Referendum Giustizia, la psicosi di FdI: «Brogli sul voto all’estero» proviene da Open.