Sanremo 2026, Conti saluta il Festival e parte il corso De Martino

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L’aveva detto Carlo Conti che cinque edizioni di Sanremo potevano essere “abbastanza”. E così è stato: il ‘Mr Wolf’ chiamato a raccogliere l’eredità dei Festival da record di Amadeus – che ha poi battuto nel 2025 – ha ufficializzato l’addio alla kermesse con un colpo di scena hollywoodiano proprio nell’ultima serata: annunciare in diretta il suo successore Stefano De Martino. Che sarà giovane, come suggerito dallo stesso Conti, e con tanta voglia di fare. Parte il corso Stefano De MartinoIl conduttore partenopeo, dopo i successi di ‘Affari tuoi’, è chiamato a uscire dalla comfort zone dei pacchi per lanciarsi in uno show totale, da organizzare da zero, regole e formato compresi dopo le direzioni di mostri sacri come Claudio Baglioni, Amadeus e lo stesso Conti. Attorno a De Martino la Rai ha costruito una progettualità. Se lo è costruito in casa, trasformandolo nel re dell’access. Lo ha difeso quando la ‘Ruota della fortuna’ ha incrinato il monopolio della fascia oraria di riferimento, mai mettendo in dubbio le qualità e il potenziale dell’ex ragazzo di ‘Amici’. Che ora può spiccare il volo verso il clou della programmazione tv del servizio pubblico, com’era previsto dall’ultimo contratto con la Rai, che prevedeva l’opzione della conduzione di Sanremo al terzo anno. Che sarà proprio il 2027. “La scelta di Stefano De Martino è nata perché era importante far vedere la capacità di programmazione di questa azienda, del mondo Rai. Non è una scelta estemporanea, nasce proprio come un ragionamento molto serio su un investimento anche sul futuro”, afferma l’ad Rai, Giampaolo Rossi. Il progetto – continua – “è pluriennale” quanto alla durata “la dobbiamo verificare anche sulla base del progetto che andremo a lavorare”. E la scelta non ha connotazioni politiche, assicura Rossi parlando di “polemiche morbose” quando ci sono di mezzo la Rai e Sanremo. “Un ruolo per Antonella Clerici nel prossimo Festival? Noi programmiamo ma non è che programmiamo proprio tutto – ricorda Rossi – un po’ alla volta vedremo le cose in evoluzione”. De Martino affronterà l’impresa con un doppio ruolo, ma con il supporto del manager musicale Fabrizio Ferraguzzo, su cui c’è “un tavolo aperto per definire il valore aggiunto che potrà apportare”, ha confermato il direttore dell’Intrattenimento prime time Rai, Williams Di Liberatore. E chissà che De Martino non si affidi, oltre che a quelli di Conti, anche ai consigli di Maria De Filippi, la quale magari ben volentieri gli risparmierà una controprogrammazione aggressiva il prossimo febbraio. Carlo Conti saluta SanremoConti intanto ha salutato tutti: “E’ stato un lavoro molto divertente ed entusiasmante, sono felice anche dei risultati – ha detto – vado via con la medaglia d’oro e quella di bronzo“. Poi la rivelazione: “Quando due mesi fa ho detto il mio no ad azienda ho chiesto fortemente di fare questo passaggio di consegne in video – ha raccontato – mi sembrava un segno di forte coesione aziendale e rispetto”. Approdato al Festival nel 2015, Conti è stato il primo dei grandi innovatori dell’ultima decade della kermesse. Da ex speaker ha sin da subito privilegiato la radiofonicità come criterio di scelta dei brani, per andare incontro al mercato. Non è un caso che Conti abbia spesso richiamato la necessità di guardare, più che agli ascolti, all’andamento in classifica delle canzoni dopo il Festival, vero metro per valutare – a suo dire – il successo della manifestazione. Una scelta che alla fine ha premiato anche in termini di audience. I numeri del FestivalSe la serata finale finale del 2015 ha registrato 11.843 spettatori e 54,21% di share, quella dello scorso anno è stata vista in media da 13.427 spettatori (share del 73,1%), sia pur con i dati della total audience. È di Conti, tra l’altro, il più robusto dei tre “mostri”, vale a dire le edizioni da record 2023, 2024 (targate Amadeus) e, soprattutto, 2025 (Conti, appunto). Quest’anno il dato è leggermente calato ma il Festival è riuscito comunque a tenere, mantenendo il suo standard. Conti ha anticipato e poi raccolto il lavoro dei colleghi Claudio Baglioni e Amadeus (da solo on in coppia con Fiorello o Gianni Morandi), che hanno progressivamente cambiato il Festival, lavorando per agganciare sempre più le nuove generazioni con cantanti dotati di un’ampia fanbase coltivata sui social media. Il recap della serata finale di #Sanremo2026 pic.twitter.com/QGSWhOu9Pt— RaiPlay (@RaiPlay) March 1, 2026Questo articolo Sanremo 2026, Conti saluta il Festival e parte il corso De Martino proviene da LaPresse