La frequenza cardiaca fetale è uno degli indicatori chiave dello stato di salute in gravidanza. Monitorarla al di fuori degli ambulatori può pero risultare complicato e spesso costoso. Come funziona DopFoneUn gruppo di ricercatori guidato dall’Università di Washington ha sviluppato DopFone, un sistema che utilizza altoparlante e microfono dello smartphone per stimare la frequenza cardiaca del feto. Il telefono imita un Doppler a ultrasuoni: emette un suono e analizza le minime variazioni dell’eco prodotte dal battito fetale. Un modello di apprendimento automatico elabora poi i dati e calcola la frequenza.I risultatiI risultati sono stati pubblicati su ‘Proceedings of the Acm on interactive, mobile, wearable and ubiquitous technologies’. In un test clinico condotto su 23 donne tra la 19esima e la 39esima settimana di gravidanza, DopFone ha stimato la frequenza con un errore medio di 2 battiti al minuto (bpm). La soglia clinicamente accettata è 8 bpm. Il sistema rientra quindi ampiamente nei parametri.Il Doppler tradizionale, standard clinico per questo tipo di monitoraggio, invia ultrasuoni ad alta frequenza nel corpo e misura le variazioni dell’eco. È preciso, ma richiede apparecchiature costose e personale formato. DopFone punta a ridurre queste barriere.L’uso è semplice: è sufficiente appoggiare il microfono del telefono sull’addome per un minuto. Il dispositivo emette un tono a 18 kilohertz, non udibile, scelto perché compatibile con i microfoni degli smartphone e capace di attraversare i tessuti. Quando il tono viene riflesso attraverso l’addome dell’utente, il battito cardiaco del feto crea piccole variazioni nel suono. Il prossimo stepIl prossimo passo sarà raccogliere dati al di fuori del laboratorio per addestrare meglio il modello. L’obiettivo dichiarato è trasformare DopFone in un’app disponibile per il pubblico. L’idea è chiara: consentire controlli più frequenti, senza dipendere esclusivamente dalle visite in ambulatorio. Se dovesse funzionare su larga scala, potrebbe rendere il monitoraggio prenatale più accessibile, riducendo così anche l’ansia delle future mamme.Questo articolo Misurare il battito del feto con lo smartphone: l’idea dell’Università di Washington proviene da LaPresse