“Garantire su tutto il territorio nazionale diagnosi precoce, presa in carico omogenea e riduzione delle liste d’attesa”. Ecco perché la sindrome delle apnee del sonno si avvia verso l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza. Ad annunciarlo è stato Luciano Ciocchetti (FdI), vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, al recente dibattito su ‘Apnee del sonno: idoneità alla guida e Lea, criticità normative e prospettive di riforma’. Un appuntamento promosso su iniziativa della deputata Maria Carolina Varchi. Tra numeri e bisogniLa deputata Ilenia Malavasi ha ricordato come “in Italia ci sono 7,5 milioni di persone affette da questo disturbo”, sottolineando la necessità di un impegno politico trasversale per individuare strumenti legislativi capaci di garantire il diritto alla salute e migliorare la qualità della vita dei pazienti, con la disponibilità a sostenere un iter parlamentare che offra “qualche sicurezza in più” a chi soffre di apnee ostruttive.Il caso patentePer chi soffre di apnee del sonno la sfida non è rappresentata solo dai farmaci. Silvia Sanasi del ministero della Salute ha accolto “con favore” la decisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di riattivare il tavolo tecnico interistituzionale dedicato alla revisione della disciplina sul rinnovo della patente per i pazienti con apnee notturne. Il dicastero della Salute ha infatti manifestato la volontà di “aderire e contribuire attivamente al coordinamento, che rappresenterà anche la sede per affrontare il riordino delle commissioni mediche locali e valutare interventi organizzativi finalizzati a migliorarne l’efficienza”.Ma cosa prevede la normativa? Il limite alla guida riguarda solo casi di apnea ostruttiva del sonno moderata o grave associata a sonnolenza diurna e comorbilità rilevanti. I pazienti trattati in modo efficace e che dunque non presentano sonnolenza sono invece considerati a basso rischio e possono ottenere o rinnovare la patente con piena validità, previa certificazione specialistica che attesti diagnosi, terapia e aderenza alle cure.Ma le associazioni segnalano che molti pazienti compensati vengono comunque inviati alle Commissioni Mediche Locali, con aumento dei costi e dei tempi, duplicazioni di accertamenti, diseguaglianze territoriali e limitazioni non previste dalla normativa. Le richieste dei pazientiDa qui la richiesta di un tavolo interministeriale per ribadire il ruolo del medico monocratico nei casi a basso rischio, uniformare le procedure, promuovere formazione Ecm per i medici certificatori ed evitare verifiche non necessarie, coniugando sicurezza stradale e tutela dei diritti dei pazienti.Il presidente dell’associazione, Luca Roberti, ha sottolineato come una presa in carico adeguata della patologia permetterebbe di “prevenire comorbilità, migliorare la qualità della vita e generare risparmi per il Servizio sanitario nazionale: uno studio dell’Università Bocconi del 2019 stima un ritorno di 1,81 euro per ogni euro investito in diagnosi e trattamento dell’Osas”.Dal canto suo Varchi ha sottolineato il massimo impegno a far approvare una proposta di legge finalizzata a riconoscere la sindrome delle apnee ostruttive del sonno come patologia cronica e invalidante, invitando a “lottare insieme” e ad avere fiducia nel percorso parlamentare.Questo articolo Apnee del sonno verso l’inserimento nei Lea, le novità in vista proviene da LaPresse